BOTTONI [1]

venerdì 12 luglio 2013

carcere per le coppie gay che chiedono di sposarsi

L’entusiasmo per il matrimonio ugualitario negli Stati Uniti d’America ha ricevuto una risposta, non certo positiva!, da uno stato tradizionalmente conservatore. 

 L’Indiana ha approvato una legge per punire con il carcere tutte quelle coppie dello stesso sesso che chiederanno una licenza matrimoniale, così come quelle persone che solennizzano tale istituto. 

 Temendo che le coppie dello stesso sesso possano sollecitare licenze matrimoniali pur sapendo che saranno respinte – pratica che viene promossa da varie associazioni lgbt per rendere evidente la discriminazione di cui sono vittime le coppie dello stesso sesso – i politici dell’Indiana, in maggioranza repubblicani, hanno fatto ricorso a un’astuzia, se così vogliamo dire: hanno aggiornato una legge del 1997 che considera reato manipolare le richieste di matrimonio. 

Ora questo reato sarà punito con la detenzione (fino a diciotto mesi di carcere) e con una multa di diecimila dollari. Dal momento che i formulari per richiedere la licenza matrimoniale contemplano solo la dicitura “uomo” e “donna” qualunque alterazione delle stesse (come il compilarle con i nomi di due uomini o di due donne) sarà considerato reato. 

Sarà punita con sei mesi di carcere e una multa di mille dollari, inoltre, ogni persona che “solenniza un matrimonio” tra due persone a cui è vietato sposarsi sotto la legge dell’Indiana. In pratica qualunque funzionario – giudice o religioso – che celebri nozze tra persone dello stesso sesso, sarà messo in carcere. 

I politici dell’Indiana, inoltre, stanno lavorando per inserire nella Costituzione dello stato il divieto del matrimonio ugualitario (nonostante il suo carattere conservatore, l’Indiana è uno di quei stati che finora non vieta espressamente nella Costituzione il matrimonio tra persone dello stesso sesso). 

Se tale divieto sarà approvato dagli organi competenti, si dovrà andare a referendum nel 2014. Secondo gli osservatori un referendum del genere potrebbe anche non passare: stando a recenti sondaggi, infatti, una modifica costituzionale in tal senso non incassa il sostegno della maggioranza dei cittadini dell’Indiana.

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