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mercoledì 3 luglio 2013

Bologna : consigliere regionale PD propone referendum sui diritti lgbt

Dopo la polemica tra il sindaco Merola, favorevole a matrimonio e adozioni, e il Cardinale Caffarra, il capogruppo del Pd alla regione Monari propone un referendum cittadino. Arcigay: "Ponzio Pilato".

Non ha fatto in tempo a diffondersi la notizia che la proposta del capogruppo del Pd alla regione Emilia Romagna Marco Monari sta già facendo discutere: un referendum tra i bolognesi per vedere se sono favorevoli o contrari a matrimonio e adozioni gay. " So bene che non ci sono competenze giuridiche (del Comune, ndr) - dichiara Monari a Repubblica -, ma un sondaggio si può fare". A portare il consigliere a questa iniziativa è la polemica scaturita in città dopo l'intervento del sindaco Virginio Merola al Bologna Pride di sabato scorso. A fine parata, infatti, il primo cittadino è intervenuto dal palco dichiarandosi a favore del riconoscimento del matrimonio e delle adozioni per le coppie dello stesso sesso. La cosa non è affatto piaciuta alla Curia che per bocca del Cardinale Carlo Caffarra ha duramente attaccato Merola: "Affermare che omo ed etero sono coppie equivalenti - aveva tuonato il porporato all'indomani del Pride -, che per la società e per i figli non fa differenza, è negare un'evidenza che a doverla spiegare vien da piangere. Siamo giunti a un tale oscuramento della ragione, da pensare che siano le leggi a stabilire la verità delle cose".


Così, per mettere fine alla discussione e "siccome sono opinioni entrambe legittime ma che non porteranno mai ad una sintesi, visto che nessuno dei due farà cambiare idea all'altro - interviene a gamba tesa Monari -, in una fase in cui ascoltiamo i bolognesi su tutto possiamo ascoltarli anche su questo". Il riferimento è al recente referendum sui finanziamenti del Comune alle scuole private, un tema che riguarda la vita cittadina e su cui il Comune ha competenze dirette.

"Spero che Monari fosse ironico, perché trovo molto grave che un rappresentante della politica chieda un referendum - risponde dai microfoni di Radio Città Fujiko Vincenzo Branà, presidente di Arcigay Cassero - . Ha il sapore del referendum di Ponzio Pilato, che chiese al popolo se voleva Cristo o Barabba, lavandosene le mani. Nel momento in cui avremo imbracciato questo percorso di politica al televoto non avremo più bisogno degli organi di governo. È in questa direzione che vuole andare il Pd?".

E a fianco di Merola si schiera un'altra frangia del Pd emiliano rappresentato dai consiglieri regionali Thomas Casadei e Antonio Mumolo secondo i quali "il totale oscuramento della ragione è quello di chi continua a negare diritti, utilizzando parole eccessive e lontane da istanze e bisogni delle odierne società pluraliste". Ancora una volta, dunque, il Pd si spacca sui diritti delle persone lgbt sui quali il partito del premier Letta, sebbene in campagna elettorale abbia tenuto per buona la linea Bersani, continua a non avere una posizione condivisa e chiara. 


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