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domenica 16 giugno 2013

Roma, la grande parata dell'orgoglio omosessuale tra festa e polemiche


Sfila tra rivendicazioni e provocazioni il Roma Pride 2013. La parata dell'orgoglio Lgbt, partita nel primo pomeriggio da piazza della Repubblica è giunta al Colosseo con i suoi tanti manifestanti, le eccentriche drag queen, i ragazzi che ballano in costume e che si baciano davanti agli obiettivi dei fotografi.

"Il sindaco Marino ci sposi!", si legge su un cartello esposto da due ragazzi mentre si danno un bacio. Su uno degli striscioni è scritto: "Marino? Ha l'influenza vaticana". I carri diffondono musica ad alto volume mentre sfilano per i diritti delle coppie gay, giovani e non più giovani, single e famiglie. Jusy con accanto la sua compagna Michela e la loro bambina di due anni e mezzo spiega: "Siamo una famiglia unita dall'amore e vogliamo che questo amore venga riconosciuto dallo Stato. Al momento non lo è. Vorrei non dover più manifestare". Laura, un'altra manifestante, le fa eco: "Servirebbe un registro delle unioni civili a Roma. Sarebbe un primo passo per sapere quante coppie omosessuali ci sono in città, e ce ne sono tante, mi piacerebbe domani avere un riconoscimento. Ad oggi c'è ancora discriminazione".

Tra gli esponenti politici presenti due neo consiglieri comunali di Roma: Gianluca Peciola (Sel) e il radicale Riccardo Maggi. "Chiediamo il riconoscimento delle unioni civili con una delibera che nei fatti equipara le nuove forme familiari a quelle basate sul matrimonio, per quanto riguarda le attività e i servizi comunali", dice Maggi. "Una delle delibere che porterò in Consiglio e che ha già raccolto moltissime firme - afferma Peciola - e quella per l'istituzione del registro delle unioni civili. Questa di oggi è una bella manifestazione anche alla luce delle comunicazioni del sindaco Marino che hanno un significato politico importante. Su questi temi è essenziale che intervenga anche la normativa nazionale".

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