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mercoledì 19 giugno 2013

gay in Vaticano ? Aurelio Mancuso : " no,solo omosessuali repressi "

Questo tormentone sulla lobby gay in Vaticano, sta diventando davvero fastidioso e a un’attenta lettura una provocazione ben orchestrata. Come ripetuto più volte i gay nella gerarchia e struttura ecclesiale non esistono, perché nessuno di questi omosessuali cattolici ha fatto coming out, né tanto meno può vivere felicemente il proprio orientamento sessuale. La parola “gay” coniata naturalmente negli States non è neutra, non rivela una condizione sessuale, descrive la scelta personale, culturale, e persino politica di esser omosessuale senza nascondimenti e ipocrisie. Esser gay si conquista, a volte con percorsi difficili, persino drammatici, perché ogni liberazione ha un costo. La vicenda invece dei dossier vaticani, dei ricatti sessuali, delle varie consorterie che utilizzano contro gli avversari la condizione sessuale, attiene alla torbida millenaria storia di una gerarchia pubblicamente santa e concretamente dilaniata dalle lotte di potere in cui si usano tutti i mezzi per aumentare o mantenere posizioni di rendita. 

Fa ridere, che da quando sono circolati i recenti dossier sulla sporcizia presente nei Sacri Palazzi, che sui media e nelle dichiarazioni di alti prelati, si gridi allo scandalo buttandola proprio sulla supposta presenza di una lobby gay, un corpo estraneo che sta infettando la rettitudine cattolica. Si vuole insomma accreditare che degli agenti nemici si siano infiltrati nei corridoi incerati dei dicasteri di Oltre Tevere, per distruggere la chiesa cattolica. I nemici esterni, quelli che hanno saputo conquistare la libertà e il riconoscimento giuridico delle loro coppie, stanno progettando una invasione dentro le mura leonine. La verità è invece chiara e studiando, anche solo un pochino, sarà evidente a tanti colleghi giornalisti che scrivono cumuli di sciocchezze: dai primi secoli ai castrati del coro della Sistina, passando dalle corti rinascimentali ai giorni nostri, la gerarchia cattolica è la più potente organizzazione mondiale omosessuale e omofoba. 

Altri discorsi, tentativi di far intendere che i gay spadroneggiano organizzati come in un Pride permanente tra le colonne del Bernini, sono stupidaggini buone per miserevoli scoop. I cardinali hanno sempre odiato i gay perché gli pongono due problemi drammatici: conoscono a fondo l’ipocrisia, che per secoli è stata criminale; rappresentano una testimonianza di quello che un omosessuale può essere se smette i panni della clandestinità. Se poi invece, come accaduto in alcuni preziosi casi, i colleghi scavassero nelle drammatiche storie degli spretati, o di quelli che preti sono ancora con grandi angosce personali e preoccupazioni rispetto alla sopravvivenza (perché se entri nel mirino, sei brutalmente cacciato fuori e ti si fa terra bruciata, affinché tu non riesca più a campare dignitosamente), allora sarebbe lampante che la questione riguarda la struttura della chiesa cattolica. Ma questo, mi rendo conto, è troppo per la stampa italiana, perché significherebbe mettere sotto accusa un intero plurisecolare potere, e questo proprio non è concesso. Per pigrizia e sottomissione, si trattano pedofilia, repressione sessuale, lotte tra bande, come fatti eccezionali, certo clamorosi, che però non intaccano la superiorità morale della cattolicità. La più grande e meglio raccontata bugia della storia della cristianità.

Aurelio Mancuso

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