BOTTONI [1]

mercoledì 19 giugno 2013

è morto Claudio Rocchi

A Claudio, a Susanna. Alla loro bellissima storia d’amore.

Siamo tristi per la scomparsa di Claudio Rocchi. Lo siamo perché egli era stato creatore di immensi anticipi, e appena ventenne aveva inventato timbri e sonorità addirittura sconosciuti all’occidente musicale (Volo magico numero 1 è del 1971), quando ascoltarlo rappresentava muovere un passo in là, oltre un certo orizzonte poetico, tra Guénon, Zolla, Bataille e un neo-individualismo quasi sacrilego per allora. Ad animare Claudio, non a caso, era sempre una sorta di differenza naturale che emanava dalla sua diafana presenza, esatto contrario dell’ostentazione affettata, una grazia maschile, la sua, che ora mi è difficile descrivere ma che riesco a comprendere soltanto attraverso lo sconfinato amore della sua donna, nostra amica, Susanna Schimperna, uno degli esseri più delicati e generosi che si possa avere la fortuna di incontrare. 


E in omaggio al sentimento che lega Claudio a Susanna, questo non è un coccodrillo dedicato a un grande musicista del Novecento italiano ma un fiore che rendiamo alla loro unione, come a ribadirne l’indissolubilità, il suo esito comunque felice. E siccome alludiamo a un che di perpetuo, a quel soffio che esala molto raramente tra due esseri, va da sé che la morte di un uomo rimanga il fatto più apparente di una grande storia d’amore. Susanna e Claudio sono riusciti ad amare in una condizione di compimento tale da suscitare l’ammirazione, e la gioia, di tutti coloro che hanno saputo coglierne la straordinaria potenza. 

Immerso com’era nelle loro scritture, l’affetto aveva avuto origine dalle profondità assolute che Susanna e Claudio avevano incarnato insieme, ciascuno a porre un vago profilo di sé, un fiato, la parola mancante. Grazie a Dio del termine spiritualità si abusa pochissimo, e la ragione è evidente: non si sa bene come fingere di praticarla. Non era il caso dei nostri due magnifici amanti, che quel genere di insuperabile passione hanno saputo viverla quant’altri mai, come in un capitolo di letteratura vera, che non chiude con il volo di Claudio né con il pianto solitario di una donna che lo terrà per sé. Abbiamo parlato del loro amore perché non c’era altro da dire. A Claudio Rocchi e a Susanna Schimperna, da tutti noi.

Giuliano Compagno

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