BOTTONI [1]

mercoledì 22 maggio 2013

suicida a Notre Dame lo storico Dominique Venner; Ivan Scalfarotto : " quello stridore tra l'odio e l'oggetto della legge che Venner ha tentato di fermare "

Cosa può spingere un anziano a togliersi la vita in modo plateale per opporsi a una legge i cui effetti non potrà mai nemmeno vedere? Cosa gli è frullato nel cervello, cosa ha covato nello stomaco, cosa lo ha spinto a un gesto così estremo? 

L'odio, che pure è un sentimento tra i più forti, non basta a spiegare il gesto estremo di Dominique Venner, che si è ucciso oggi a Notre Dame. Ciò che veramente colpisce, piuttosto, è lo stridore tra quest'odio e l'oggetto della legge che il suicida ha tentato di fermare con la pallottola che lo ha ammazzato: l'amore. 

Da un lato l'amore che chiede di uscire allo scoperto, la richiesta semplice e solare di vedere riconosciuti la propria dignità di cittadini e il proprio progetto di vita. La volontà di condividere la propria gioia e di viverla pubblicamente davanti alla propria comunità. 

Dall'altro il tentativo di fermare con ogni mezzo, inclusa la violenza (per il momento contro se stessi; ma, si sa, è un labile confine), un processo storico che in tanti paesi, a ogni latitudine, sta cambiando il senso stesso della nostra civiltà. Il progresso dei diritti civili, la strada per l'uguaglianza è purtroppo lastricata di martiri e di morti, famosi e sconosciuti. Inesorabilmente, nonostante questo, l'umanità l'ha sempre avuta vinta.

Ivan Scalfarotto

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