BOTTONI [1]

martedì 30 aprile 2013

Valentina D'Amore per la Repubblica Romana di Sandro Medici

Ho 28 anni, sono quindici anni che vivo nel nostro territorio, diplomata al Liceo Artistico, da otto anni lavoro come operatrice sociale precaria nei progetti di supporto alla scolarizzazione per migranti e rom, e nell'assistenza domiciliare e scolastica ai disabili.

Ho cominciato ad interessarmi alla politica durante la scuola, partecipando al movimento contro la Riforma Moratti e da rappresentante d'Istituto nel mio liceo. Da quando ho cominciato non ho mai smesso, partecipando attivamente alla liberazione degli spazi in questo municipio per creare luoghi di socialità e cultura, da quando appena diciottenne occupai l'ex Cinema Astra, passando per l'esperienza dell'Horus di Piazza Sempione e del Laboratorio Puzzle a via Monte Meta. Esperienze che hanno cambiato la mia vita, che mi hanno fatto incontrare persone che si battono con generosità e senza tornaconti personali per un mondo più libero e giusto. Come le battaglie contro la guerra, in difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, contro la precarietà, per il diritto alla casa, per l'acqua e i servizi pubblici, per l'accesso allo sport per tutti, contro il razzismo, per i diritti civili e le libere scelte delle donne.

La nascita di due gemelli, che ormai hanno quasi due anni, ha cambiato la mia vita. Una scelta difficile e bellissima, che mi ha fatto capire sulla pelle cosa significa essere donna, madre e lavoratrice in questo paese e in questa città: il welfare inadeguato, la precarietà della vita e i bisogni di
una generazione che vorrebbero condannare alla povertà e all'insicurezza perpetua.

Ho deciso di mettere la mia storia personale e collettiva a disposizione della Repubblica Romana e dell'avventura di Sandro Medici, quella passione per un mondo migliore e più giusto che mi ha portato fino in Messico e in Palestina, per il mio quartiere e la mia città, devastati da vent'anni di amministrazioni, di ogni colore, piegate agli interessi dei poteri forti e del mattone.
 
Mi impegno in prima persona, non per la solita avventura elettorale, ma per costruire uno spazio di partecipazione che guarda all'autogoverno dei territori, unica risposta possibile alla crisi economica e alla crisi della rappresentanza politica. In caso di elezione, il primo atto che farò è quello di formalizzare pubblicamente il No al Patto di stabilità e al pagamento del debito, accumulato per colpa delle speculazioni finanziarie. Vere e proprie imposizioni che hanno ridotto gli enti locali a esattori delle tasse e gestori della povertà. Bisogna ricostruire la democrazia, aprendo alla partecipazione diretta e vincolante delle cittadine e dei cittadini. Non vogliamo tavoli consultivi, vogliamo cedere potere in basso!

Non basta cacciare Alemanno, bisogna invertire radicalmente la rotta, investendo nel welfare e nei servizi sociali, recuperando il patrimonio pubblico abbandonato, requisendo gli immobili sfitti e vuoti, pubblici e privati, tutelare il territorio dall'aggressione dei privati, immaginare una mobilità a misura di bambino, affermare una cultura patrimonio di tutte e tutti. 

Vogliamo ripartire dai territori, dai municipi, che devono avere più poteri e non meno come sta accadendo. Vogliamo costruire istituzioni di prossimità che diventino un tutt'uno con le istanze che vengono dal basso e dal territorio, dalle associazioni, dalle realtà sociali, dalle donne e dagli uomini che abitano i territori. Ogni quartiere, ogni strada, ogni comunità ha un carattere, noi vogliamo farlo esprimere.

Valentina D'Amore

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