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mercoledì 24 aprile 2013

conosciamo Sandro Medici ...

Sandro Medici è nato a Roma nel 1951. Dopo un’adolescenza trascorsa tra musica, pallacanestro e lotte studentesche, frequenta la facoltà d’Architettura, impegnandosi tuttavia in varie esperienze lavorative. Svolge anche il servizio militare e nel frattempo milita nei movimenti antimilitaristi. Nei primi anni Settanta, per motivi di lavoro, emigra a Torino, dove partecipa alle lotte operaie.

Al suo ritorno a Roma comincia a collaborare con “il manifesto”, scoprendo la passione per la scrittura e il giornalismo. Nel quotidiano di Pintor, Rossanda e Parlato diventa parte di quella larga schiera di giovani intellettuali che hanno diffuso le loro esperienze nella politica e nella cultura: da Rina Gagliardi a Mauro Paissan, da Ritanna Armeni a Pierluigi Sullo, da Gad Lerner a Lucia Annunziata, da Stefano Benni a Domenico Starnone, da Marco d’Eramo a Gianni Riotta e a molti altri. 

Rimane al “manifesto” fino a metà degli anni Novanta, dopo esserne stato direttore nel biennio ‘90-91. Un ruolo che, senza un editore alle spalle, lo costringe a sobbarcarsi responsabilità penali nelle numerose cause per diffamazione che colpiscono il quotidiano.

Oltre all’impegno giornalistico, Medici coltiva anche i suoi slanci narrativi che lo porteranno a pubblicare diversi libri: “Vite di poliziotti” (Einaudi, Torino, 1979), “Via Po” (Manifestolibri, Roma, 1987), “Un figlio” (Baldini e Castoldi, Milano, 1996), “Vùlture” (Intramoenia, Napoli, 2003).

Nel frattempo la sensibilità e la conoscenza della realtà evolvono fino a portarlo verso un impegno politico più diretto: nel 1997 viene eletto nel Consiglio comunale di Roma come indipendente di Rifondazione comunista. Nel 2001 diventa presidente del X Municipio, dove verrà confermato in altre due tornate elettorali, nel 2006 e nel 2008.

Nonostante gli attriti con i diversi poteri con cui ha a che fare nel suo ruolo, l’esperienza municipale si arricchisce di riscontri positivi, dovuti alle battaglie per la salvaguardia urbanistica e ambientale, i diritti sociali e i diritti civili, la progettazione di servizi innovativi, i metodi di governo partecipativi, l’economia sociale e l’occupazione, le pratiche di autogoverno, l’uso sociale e culturale del patrimonio pubblico. Tutte iniziative che si svolgono a fianco della cittadinanza attiva nel territorio.

Il registro per le unioni civili, che apre alle coppie di fatto omosessuali ed eterosessuali, la civil card ai minori figli dei migranti nati in Italia, primo passo per ottenere la cittadinanza italiana, la registrazione del testamento biologico, aperto ufficialmente e simbolicamente accogliendo quello di Mina Welby, sono alcune delle scelte controcorrente su cui Medici non ha avuto esitazioni, così come la requisizione di centinaia di case sfitte e inutilizzate per rispondere al bisogno di famiglie in emergenza abitativa. Per contrastare quest’ultimo provvedimento, contro di lui si accumulano diverse denunce, da cui risulterà ripetutamente assolto in tutti i gradi di giudizio.

Tanti tasselli che hanno fatto del X Municipio un modello politico-istituzionale di riferimento su scala cittadina e non solo, e che hanno portato Sandro Medici a candidarsi a sindaco di Roma per le elezioni del 26 e 27 maggio 2013, senza cercare alcuna sponda preventiva fra i partiti, ma solo quella della cittadinanza attiva, con cui ha costruito relazioni e combattuto insieme in tutti questi anni.

L'appello con il quale è stata lanciata ufficialmente la candidatura ha raccolto più di cento firme da parte di cittadini, attivisti e intellettuali romani e non.

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