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mercoledì 27 marzo 2013

per Sandro Medici, Sindaco di Roma; "conversazioni romane"


Mercoledì 27 marzo, ore 18 presso Scup, lo spazio di Sport e Cultura popolare occupato in via Nola n. 5, verranno presentati i libri “Finale di partito” di Marco Revelli (Castelvecchi editore) e “Anatomia di una Rivoluzione” di Giuseppe De Marzo (Einaudi).

Un'iniziativa organizzata e curata dal gruppo romano di ALBA (Alleanza Lavoro Beni comuni Ambiente). Nella fase elettorale a cui Roma è chiamata, i due autori ne discuteranno assieme a Sandro Medici, presidente del X Municipio e candidato indipendente della cittadinanza attiva a sindaco con la lista civica Repubblica Romana.

A partire dalla ormai conclamata crisi dei tradizionali partiti politici, Revelli registra nel suo testo la crescita di un senso di fastidio verso quella che viene considerata da sempre più ampie fasce di elettorato una "oligarchia", separata dal proprio popolo e portatrice di privilegi economici e di casta ingiustificati.
È importante però, oltre il livello della denuncia, misurare le dimensioni del fenomeno e soprattutto interrogarsi sulle cause del tracollo della forma partito, nonché sul futuro della rappresentanza nello scenario di una trasformazione "epocale" dalla società industriale a quella post-industriale.

L'esplosione dei partiti si ricollega, secondo Revelli, seppure in una congiuntura temporale apparentemente sfasata, al superamento dell'organizzazione produttiva "fordista" massificata e all'affermarsi di nuovi forme organizzative leggere, decentrate, aperte. Le nuove forme organizzative, sostiene De Marzo nel suo libro, devono restituire riconoscimento, partecipazione e capacità alle persone e ai movimenti, allargando il campo della comunità della giustizia.

Nel testo De Marzo dimostra scientificamente, attraverso documenti delle Nazioni Unite, come via sia un legame diretto tra crescita economica, distruzione ambientale e ineguaglianza sociale e come, mai come ora, sia urgente invertire la rotta e coniugare giustizia e sostenibilità, dopo 40 anni di fallimento di sviluppo sostenibile.

I nostri modelli produttivi fondati sul razzismo ambientale e sul ricatto economico devono cambiare e i cambiamenti devono venire dal basso, dai movimenti per la giustizia ambientale e sociale. Essi sono stati e sono, infatti, coloro che più hanno apportato novità nella ricerca di nuovi nessi per la costruzione di un nuovo paradigma, in Italia e nei Sud del mondo.

La cittadinanza e la stampa tutta è invitata a partecipare.

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