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mercoledì 27 marzo 2013

è l'Albania la nazione più omofoba d'Europa

Secondo l'European Social Survey, nello stato balcanico il 53 per cento della popolazione è contro l'omosessualità contro il 3 per cento di Svezia e Olanda. Le associazioni: "Pochi intervistati".

E' l'Albania la nazione europea più omofoba. A rivelarlo l'European Social Survey, creato nel 2001 per tracciare, ogni due anni. i cambiamenti nelle attitudini sociali nei paesi europei. Secondo l'ultima edizione del sondaggio, il 53 per cento degli albanesi è contrario all'omosessualità: si tratta della percentuale più alta d'Europa.

Il 95 per cento degli intervistati, poi, rivela di non aver mai vissuto con un partner prima del matrimonio.

Il sondaggio non include gli altri paesi balcanici, dove si suppone che l'omofobia sia ancora più sviluppata. Fa eccezione la Croazia che partecipa allo studio.

Di contro, le nazioni più liberali risultano essere la Svezia e l'Olanda, un risultato che stupisce poco chi conosce il Vecchio Continente. In questi stati, infatti, solo il 3 per cento della popolazione pensa che "gay e lesbiche non dovrebbero essere liberi di vivere la loro vita come vogliono".


A difendere l'Albania arriva la voce di Kristi Pinderi, di "lgbt Pro Albania", secondo la quale non sarebbero state intervistate abbastanza persone per dare un'idea completa dell'atteggiamento dello stato nei confronti dell'omosessualità.

Intervistato da Gay Star News, Pinderi ha dichiarato: "Credo che tutti debbano partecipare. E' il primo passo per conoscere la situazione completa".

Ribatte la società che ha condotto il sondaggio in Albania per conto dell'ESS, Open Society Foundation, secondo la quale considerata l'estensione del paese la quantità di persone intervistate "è considerata rappresentativa su scala nazionale".

Secondo l'attivista per i diritti lgbt in Albania Xheni Karaj, l'omosessualità viene spesso percepita dalle persone come un fenomeno importato dai paesi più sviluppati".

Eppure, nel 2009 fu l'allora premier Sali Berisha ad annunciare il supporto al riconoscimento delle coppie dello stesso sesso, matrimonio incluso, anche se quella legge non è mai stata scritta né ne è stata mai votata una contro le discriminazioni, anche se un testo venne presentato l'anno dopo.

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