BOTTONI [1]

venerdì 22 febbraio 2013

sotto casa di Valerio, la prima volta senza Carla

33 anni fa l'omicidio di Verbano. Oggi il corteo dei suoi compagni e degli antifascisti nel quartiere romano di Montesacro.

"Valerio e Roberto: figli della stessa rabbia", questo sarà uno degli striscioni che oggi pomeriggio, in Via Monte Bianco, nel quartiere di Monte Sacro, sfilerà per ricordare due ragazzi uccisi durante i cosiddetti anni di piombo.

Quest'anno sembrano unirsi le lotte e i ricordi. Un altro ragazzo ucciso per mano fascista durante gli anni di piombo, Roberto Scialabba, sarà ricordato grazie ad un corteo che per la prima volta attraverserà le strade del quartiere Tuscolano. Corteo che si terrà il 28 febbraio a Piazza Don Bosco, luogo in cui venne ucciso, nel 1978, da un commando dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari).

Il corteo commemorativo per Scialabba si concluderà con la premiazione del "1° Concorso Letterario Roberto Scialabba" indetto proprio per far riemergere la storia dell'assassinio di un ragazzo di sinistra, di Lotta Continua, che non aveva nulla a che fare con la mala vita romana, come i giornali di allora sostennero. Dalle stesse parole del suo assassino, Cristiano Fioravanti, emerge l'innocenza di Roberto: "Scialabba è stato ucciso per "errore", pensavamo fosse un appartenente alle Brigate Rosse".

Ma oggi è una giornata particolare, dopo 33 anni di battaglie per portare a galla la verità, non c'è per strada Carla, la madre di Valerio Verbano, morta il 5 giugno 2012. Sempre in prima fila, sempre a sostenere lo striscione che apre il corteo, circondata da omoni giganteschi pronti a proteggerla che si scioglievano con una sua carezza; è diventata la mamma di tutti, gli attivisti affermano: "Carla non è stata solo la madre di un compagno assassinato, Valerio, l'esempio di una donna e di una madre che fino all'ultimo ha lottato per avere verità e giustizia sull'omicidio del figlio, ma anche un'amica e una figura importante per le nostre vite e per le nostre battaglie".
In tutti questi anni, migliaia di iniziativa promosse da Carla hanno cercato di far riemergere la verità: dallo spettacolo teatrale ai tanti libri per cercare di ricostruire quel 22 febbraio.

Carla Verbano ha sempre ripetuto queste parole: "Vorrei sapere, prima di morire, chi ha ucciso Valerio. Vorrei che i colpevoli bussassero alla mia porta, vederli e chiedere perché. Io li aspetto..." purtroppo l'ultima volta che hanno bussato a quella porta è stato quel lontano 22 febbraio 1980, quando, alle 12,44, tre giovani armati e coperti da un passamontagna entrano in casa Verbano, al quarto piano di via Monte Bianco 114 nel quartiere Monte Sacro, dichiarando ai genitori del giovane di essere suoi amici; armati di pistole con silenziatore, dopo essere entrati immobilizzano i genitori nella loro camera ed attendono Valerio dicendo di voler parlare con lui.
 
Alle 13,40 Valerio apre la porta di casa ed è subito assalito dai tre. Ne segue una colluttazione durante la quale Verbano riesce anche a disarmare uno dei tre assalitori; il ragazzo tenta di fuggire dalla finestra dell'appartamento ma è raggiunto da un colpo di pistola alla schiena che gli perfora l'intestino. Morirà poi nell'ambulanza che lo stava trasportando all'ospedale.

Aderisce al corteo anche Rivoluzione Civile. Fabio Nobile, candidato di Rivoluzione Civile per la Regione Lazio, ha dichiarato: ""Invito tutti gli antifascisti romani a partecipare al corteo. Il primo anno senza Carla (mamma di Valerio) è importante essere in tanti per proseguire la battaglia iniziata 33 anni fa per la verità e la giustizia. È importante perché la storia di Valerio continui ad essere la forza delle nostre lotte e del nostro antifascismo, perché la memoria di quella generazione che voleva cambiare il Paese accompagni i giovani di oggi che hanno le stesse aspirazioni e gli stessi obiettivi. Domani io ci sarò per Valerio e Carla". Mossa elettorale o no?

La tristezza si mescola alla rabbia proprio quando, a pochi giorni dalle elezioni nazionali, partiti di fortissima matrice fascista, sono pronti per gareggiare alla competizione elettorale.

Nicola Gesualdo

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