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lunedì 18 febbraio 2013

" il tempo è scaduto "

  
Era il 1994 quando il parlamento europeo invitava a riconoscere la parità dei diritti alle cittadine e ai cittadini omosessuali, intendendo, tra le altre cose, il matrimonio o un istituto giuridico equivalente e il diritto degli omosessuali di essere genitori ovvero di adottare o avere in affidamento dei bambini.

Mentre il resto dell'Unione ha intrapreso la strada dei diritti, in Italia la politica, i parlamenti e i governi che si sono succeduti, sono rimasti colpevolmente immobili.

Altre istituzioni si sono mosse, basti citare la Corte Costituzionale che con la sentenza 138 nel 2010 ha definitivamente chiarito come il riconoscimento di uguali diritti, anche attraverso l'estensione del matrimonio civile, non sia incostituzionale e ha correttamente rimandato al parlamento la responsabilità di legiferare.

Al tempo della crisi il riconoscimento dei diritti si fa ogni giorno più urgente. Lo stesso sforzo per un rilancio economico e sociale del Paese non può non tenere conto del fatto che omofobiae transfobia unite alla negazione dei diritti fanno male non solo alle persone, ai cittadini e alle cittadine, ma anche all'economia.
La vitalità creativa, economica e sociale di un Paese che cresce si misura anche dal grado di apertura ai diritti e alle differenze.

E' scaduto quindi il tempo dei distinguo e delle ambiguità, la politica italiana deve assumersi la responsabilità di portare il nostro paese nell'Europa dei diritti e dell'uguaglianza.

Per questo Arcigay chiede a tutte le candidate e a tutti i candidati al prossimo parlamento, indipendentemente dal colore politico, di assumersi in prima persona 4 impegni chiari, in tempi certi per il contrasto alle discriminazioni e per il riconoscimento delle nostre famiglie.

Chiediamo ai candidati:
  • di promuovere e sostenere una proposta di legge per il riconoscimento del matrimonio egualitario per le coppie dello stesso sesso, con tutti i diritti collegati.
  • di promuovere e sostenere l'abrogazione della legge 40 o una radicale modifica della stessa che estenda le possibilità di accesso alla fecondazione assistita alle donne single o alle coppie lesbiche.
  • di promuovere e sostenere la modifica della legge Mancino (25 giugno 1993, n. 205) perché sia estesa anche ai reati motivati da omofobia e transfobia.
  • di promuovere e sostenere una modifica legislativa della legge 164/1982 che permetta il cambiamento del nome e del sesso anagrafico alle persone transessuali e transgender anche senza l'intervento chirurgico di riattribuzione del sesso.
I candidati firmatari si assumono inoltre l'impegno di costituire un intergruppo sui diritti LGBT, a presentare entro 3 mesi dall'insediamento del nuovo parlamento proposte atte a tradurre in pratica i quattro punti sottoscritti e ad attivarsi affinché tali proposte siano calendarizzate il prima possibile.
 
 

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