PUBBLICITA' - WIND

BOTTONI [1]

BOTTONI [2]

venerdì 4 gennaio 2013

Maroni a caccia di (voti) gay



Non c'è pace per i gay durante la campagna elettorale. Il nostro ultimo porto di salvezza, la tv del pomeriggio, è preso d'assalto dai soliti polpettoni politici. Tutti lì, nel disperato tentativo di arruffianarsi l'elettorato pauroso di qualsiasi cosa assomigli all'unione giuridica fra due uomini o due donne. Niente cowboy con il velo da sposa: ogni altro diritto è così fantascienza che Spielberg potrebbe farci un nuovo film.

Decido di spegnere la tv e di dedicarmi all'ultimo sacro e inviolabile diritto rimastomi: cuccare. Sarà il mio ormone post-capitone natalizio, ma incrocio le dita e spero di non beccare nessuno dei famosi "amici gay, simpatici e divertenti" del Cavaliere.

Apro Grindr (che per i "babbani" è un'applicazione mobile che permette di geolocalizzare uomini disponibili nelle vicinanze) e cosa ci trovo? Trovo Maroni. Maroni, il politico: eccolo lì, con la sua "Lombardia in testa", fra pettorali e tatuaggi tribali. Eccolo lì, Maroni, che predica ai mercanti nel tempio.

Roberto Maroni avrà anche la Lombardia in testa, ma io in testa avevo decisamente qualcos'altro, di cui a questo punto mi passa anche la voglia. E' surreale che i banner di Maroni e della Lega Nord tappezzino (probabilmente ad insaputa del partito) una app COSI' gay.

Non serve avere una memoria prodigiosa, ma basta cercare con Google "lega nord + gay", per raccogliere la compilation Omofobia Best Of della Lega Nord: "Gay? Malati, sbullonati, non devono farsi vedere in giro" (Bozza), "Se mia figlia fosse gay? Come se sposasse un marocchino" (Polledri), "Con un mondo di omosessuali finirebbe l'umanità" (Goisis), "Multerei i gay che si baciano nei luoghi pubblici" (Gobbo).

Ecco perché quel banner, proprio su Grindr, mi fa pensare ad un ospite che arriva in casa mia e mi sputa in faccia. Mi fa pensare a quella volta in cui la mia vicina mi ha chiesto di abbassare il volume della mia tv "perché le dava fastidio", dopo che il suo cane aveva fatto pipì sul mio zerbino. Senza chiedere scusa. Così anche Maroni, di soppiatto su Grindr, mi rovina la piazza e mentre chiacchiero di Hegel e Schopenhauer con qualche biondo mascellone mi dice "VOTAMI", e fa pipì sul mio zerbino.

"VOTAMI"? No, grazie. Piuttosto spengo Grindr e arrivo casto a fine campagna elettorale. E non me ne vogliano i biondi mascelloni.

Marcello Signore

0 commenti:

PUBBLICITA' - GIORDANO