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giovedì 3 gennaio 2013

la guerra con Benedetto XVI : non c'è pace per le donne e per i gay

Si è portato avanti a fare i compiti per la Giornata Mondiale della Pace, Benedetto XVI. Dall'alto del suo account Twitter, e fra gli arazzi di qualche pittore prezzolato del cinquecento, ha dichiarato che "l'aborto, le nozze gay e l'eutanasia sono gravi minacce alla pace".

Ci può ancora stupire che il Pontefice dichiari cose come queste? No. Come un attore da soap opera del dopo pranzo, Ratzinger ripete le stesse battute da eoni, anche ora che ci apprestiamo ad entrare nell'Era dell'Acquario, non cambierà niente. Negli anni ci siamo abituati alle sue antipatie: dalle carte di Yu-Gi-Oh ai matrimoni omosessuali, da Harry Potter a "l'utero è del Signore e te lo gestisce lui".

Quando parla di "ferita alla pace mondiale" in riferimento a donne, gay e sostenitori del libero arbitrio; vi stupirà leggerlo da me, ma sono d'accordo. E' vero, Benedetto XVI ha ragione, non siamo in pace con lui, siamo in guerra. E' una guerra che dura dall'alba dei tempi, la nostra con la "cumpa" della Chiesa. Un giorno è la Terra a non essere più piatta, ma rotonda; un altro è C. la ragazza che in un pomeriggio estivo mi ha confessato di non averlo voluto quel bambino, pregandomi (come si farebbe con Dio, appunto) di non giudicarla.

Seduto ad un café sotto la neve, T. mi chiede "perché prendersela tanto per quelle parole, tanto è il Papa". Vorrei dirlo un perché: perché le parole sono importanti. Sull'orlo di un mondo pronto a sguinzagliare i cani per gettarci come in Ben Hur "nella fossa degli invertiti", il passo fra la jihad e la Guerra Santa contro chi non crede alla moltiplicazione delle idiozie come i pani e i pesci, è molto corto. Come S., un ragazzino che vive "in provincia di Ratzinger" che mi ha scritto "ti prego, aiutami, perché mi vergogno di quello che sono e non ce la faccio più". Ce ne sono tanti come S., che si inginocchiano a prendere l'ostia e pensano di non essere forti abbastanza per vivere in un mondo dove sono un peso. Una zavorra per la pace.

Credo che la vera minaccia per la pace sia un verbo, che non è quello di Cristo, di cui Benedetto XVI sembra portavoce ufficiale: il verbo "odiare".

Marcello Signore

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