BOTTONI [1]

giovedì 31 gennaio 2013

elezioni, Salvini : " la famiglia gay non è futuro "



Proseguono le interviste coi dirigenti dei partiti che si contendono la premiership alle elezioni. Oggi tocca a Matteo Salvini, segretario della Lega. Che non vuole sentire parlare di genitori gay.

La Lega e i diritti LGBT. Piccolo riassuntino delle puntate precedenti. Si va da un Calderoli che nel 2006 esternava che «Pacs e porcherie varie hanno come base l'arido sesso» e sono «assurde pretese di privilegi da parte dei culattoni» ad un Luca Zaia che si è indignato per i «troppi gay in Rai», passando per una Carolina Lussana che spera di non avere mai «un figlio omosessuale», fino ad arrivare ad un Matteo Salvini ammette che «ci possono essere gay leghisti, ma noi siamo per la famiglia».

Salvini, secondo lei essere a favore dei pieni diritti civili per le coppie dello stesso sesso significa essere contro la famiglia?

No. Voglio chiarire. Intanto posso dire che votano Lega tante persone con orientamento sessuale diverso, alcuni a Milano li conosco personalmente e ci aiutano anche in campagna elettorale. Alcune esagerazioni sono fuori luogo e non servono. Io sono disponibile a discutere delle coppie di fatto, il mio unico limite su queste cose è quando si comincia a parlare di matrimonio e figli. Su tutto il resto - i diritti di cittadinanza, l'omofobia - non ho problemi. Posso dirle ad esempio che la legge appena approvata in Russia è demenziale . Ma quando si parla di adozioni da parte di single o di omosessuali lì il mio no è fermo.

L'Italia è rimasta uno degli ultimissimi Paesi europei a non riconoscere e tutelare in alcun modo le unioni tra persone dello stesso sesso. Secondo lei questo a cosa è dovuto?

L'Italia purtroppo è ultima su questo e anche su molti altri fronti. Non so se la presenza del Vaticano in casa nostra possa essere influente. Noi, ad esempio, da anni saremmo a favore della regolamentazione e della tassazione della prostituzione, un altro esempio che non c'entra niente coi gay ma rientra nei campi in cui siamo ultimi mentre vi sono già leggi in tanti altri Paesi europei. Guardi, noi in Consiglio comunale a Milano abbiamo discusso pacatamente dei diritti delle coppie di fatto, sia dello stesso sesso che di sesso diverso, quando però tutto questo viene strumentalizzato e usato dalla sinistra come manganello politico allora tutto diventa più complicato.

Obiettivamente, pensa che queste cose vengano strumentalizzate solo dalla sinistra? Glielo chiedo semplicemente perché ogni volta che si arriva in Parlamento a discutere di una legge che in qualche modo riconosca e tuteli le unioni dello stesso sesso salta fuori lo slogan della "famiglia sotto attacco", come se in tutti gli altri Paesi al mondo in cui queste leggi sono già state fatte si fosse voluto minare o distruggere la famiglia.

Io questo non lo penso, ma dalla mia esperienza personale vedo che c'è qualcuno che va sempre più in là, vuole spingersi sempre troppo oltre, passando ai figli e alle adozioni. Io comunque sul riconiscimento delle coppie, di diritti, di pensioni, di cure, di casa, non ho pregiudiziali e su molte cose posso anche essere d'accordo.

Tutta via il suo partito in Parlamento si è sempre opposto a qualsiasi tipo di proposta di legge in questo senso, basti pensare ai Pacs, i DiCo. Avete detto sempre e solo no, o sbaglio?

La Lega ha tante sensibilità diverse, non è né di destra né di sinistra, dentro ci sono atei, buddisti, milanisti e interisti. Come movimento di principio difendiamo le identità e le tradizioni. Detto questo, siamo nel 2013 la società evolve, dunque credo di poter dire anche nel mio ruolo di segretario che siamo disponibili a discutere di diritti e di doveri delle coppie di fatto. Penso ai diritti pensionistici, sanitari, assicurativi, eccetera. Per me se c'è un'unione affettiva tutto può essere discusso e accettato. Il problema, ripeto, è quando si cerca di andare troppo oltre. Se vincerà Bersani vedremo cosa succede... noi non faremo le barricate su questo. Ma il matrimonio è tra uomo e donna. Punto. Di altro si può parlare, ma non tiriamo in ballo l'argomento figli.

Parlando di figli, come forse lei saprà esiste un'associazione di coppie dello stesso sesso con figli che si chiama Famiglie Arcobaleno. È una realtà che già esiste. Come politici quando vi trovate a dover regolamentare certe cose non pensate di dover tenere presente anche le situazioni famigliari di questo tipo? Non è semplicemente dicendo “la famiglia è un'altra cosa” che questa realtà svanirà nel nulla. Come pensa si dovrebbe affrontarla?

Guardi, parla con uno che è divorziato, con un figlio dalla prima moglie e una figlia con la nuova compagna. Sul fatto che un bimbo abbia una figura partena e una materna di riferimento io non cambierò mai idea. Quello della Spagna non è progresso. Se ci sono già esperienze in atto e sono regolari, tranquille e serene, va bene, sono contento, buon per loro, ma non è il futuro che mi auguro. Il papà e la mamma è opportuno che ci siano, poi se sposati o meno non mi interessa, però... quello dell'Olanda non è futuro.

Per lei non lo sarà, tuttavia queste realtà già esistono e si stanno espandendo non certo solo in Paesi come la Spagna e l'Olanda ma appunto anche in Italia. Questi bambini che già crescono con due genitori dello stesso sesso come li considera? Come li tratta?

A loro faccio i miglior auguri, soprattutto ai bambini, di crescere sereni e sono sicuro che sarà così. Ma io non sarò mai favorevole al fatto che dei bambini possano crescere con due mamme o due papà, e neanche con un single. Se il buon Dio ha deciso che i figli nascessero dall'unione tra un uomo e una donna un nesso ci sarà. Detto questo faccio i migliori auguri ai figli di coppie gay e lesbiche che ci sono in Italia, mi auguro loro che vada tutto bene. Non la penso certo come quello che ha detto che se uno nasce o cresce in un ambiente gay diventa gay , né penso che sia una malattia o cazzate di questo genere, però l'equilibrio per me prevede una figura maschile e una figura femminile.

Per ultimo le chiedo per affrontare questi temi cosa farebbe?

Mettiamola così: io sono candidato alla Camera. Mi piace conoscere gli argomenti di cui parlo e su cui faccio proposte. Qualora fossi eletto parlamentare la prima cosa che farei in questo ambito sarebbe di invitare e di ascoltare tutte le associazioni rappresentative di questo settore per capire quali sono le reali esigenze al di là delle boutade politiche di qualcuno. Non è una realtà che conosco sufficientemente per poter dire questo sì e questo no, fermi restando i paletti di cui abbiamo parlato prima. Vorrei sedermi intorno ad un tavolo e farmi dire da loro le dieci cose che veramente interessano al di là della propaganda. Poi vediamo in ordine di priorità che cosa si potrebbe fare.

0 commenti:

PUBBLICITA' - GIORDANO