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sabato 24 novembre 2012

Davide, ragazzo gay suicida a Roma, gli studenti si difendono



«Lo hanno crocefisso come Gesù: ora voglio giustizia». Così la madre del ragazzo suicida a Roma alla fine del funerale che si è svolto oggi nella basilica di San Lorenzo Fuori Le Mura. «Ora la mia forza sono gli amici veri. Quelli che lo hanno diffamato li voglio fuori», ha detto la donna con la voce rotta dall’emozione.«Quelli marci oggi sono il marcio del futuro», ha detto la donna accanto alla bara del figlio più volte in difficoltà e sopraffatta dal dolore. «L’unico colore rosa è quello della sua sensibilità, se fosse stato gay me lo avrebbe detto, senza avere vergogna o pregiudizi – ha aggiunto – Lui lo sapeva, io c’ero sempre per lui. La foto su Facebook in cui appariva truccato era di carnevale ma lo hanno voluto deridere e farne un mostro». «Non avrò pace finchè non avrò giustizia», ha detto la madre in lacrime.

La verità sul caso dello studente trovato impiccato nella propria casa con una sciarpa rosa non spetta certamente ai medi trovarla. Per quella ci sta pensando la magistratura che ha aperto un’ inchiesta. I media però non possono far finta di non vedere.

I primi a dare la notizia sono quelli di Repubblica.it che riprende le parole dell’associazione Arcigay: «Il ragazzo venica deriso dai compagni di scuola perchè aveva dichiarato di essere omosessuale».

Navigando su internet, si trovava anche un altro profilo dedicato “al ragazzo con i pantaloni rosa”. Il nome è storpiato, la foto con la parrucca è sua, la bacheca sembra essere curata da qualcun altro che, ogni giorno, annota le sue frasi senza senso.

Gli studenti del Liceo Cavour ( in occupazione) intanto si chiudevano in un silenzio assordante con la promessa di scrivere un comunicato da consegnare ai giornali.

Il comunicato non arriva e l’associazione “Rete della conoscenza” organizza una fiaccolata in suo onore.

Gli studenti per rispetto chiedono ai partecipanti della manifestazione di non arrivare fino alla scuola occupata perchè si sentono addolarati da ciò che sta succedendo.

Gay, Trans e lesbiche arrivati in piazza per portare il loro sostegno al giovane non ci stanno e decidono di andare lo stesso verso il Liceo Cavour.

Durante il percorso ci sono due studenti che vogliono dire la loro verità: «Lui non era gay -dice uno di loro- gli piaceva anche una ragazza, tutto quello che dicono i giornali è falso vogliono strumentalizzare la vicenda. Noi non l’abbiamo mai preso in giro violentemente»


La discussione va avanti i ragazzi sembrano molto impauriti e dopo aver fatto le loro dichiarazioni vanno via. La fiaccolata continua e i manifestanti portano le loro candele sino a fuori la scuola.

Poi arrivano altre notizie. A parlare è la deputata del Pd Paola Concia dopo aver incontrato gli studenti: «Ho incontrato per due ore i compagni di classe e i professori del ragazzo suicida del Liceo Cavour di Roma. Ho voluto farlo per capire cosa fosse accaduto davvero. I ragazzi mi hanno spiegato che hanno un doppio dolore: quello della perdita del loro compagno di classe e quello di essere stati descritti oggi su tutti i siti come i responsabili della sua morte. Li ho trovati sconvolti e ho riscontrato un contesto scolastico assolutamente non ostile alla diversità». E aggiunge: «Era sicuramente un ragazzo originale, di certo in cerca della sua identità, come molti a 15 anni – afferma Concia – ma di sicuro mi sembra che questa sua diversità fosse ben inserita nel contesto della classe. In più la pagina facebook con le prese in giro era amministrata da lui stesso».

Alessio Fusco

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