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sabato 24 novembre 2012

Davide, ragazzo gay suicida a Roma, Amnesty : << l’omofobia colpisce a prescindere dall’identità >>



«Il dibattito pubblico, attualmente in corso, sull’orientamento sessuale del minorenne che si è tolto la vita il 20 novembre a Roma, è irrispettoso dell’intimità e delle relazioni private di una persona che non c’è più e di altre persone coinvolte e non è rilevante per determinare quanto il contesto omofobo e complessivamente stigmatizzante verso la diversità, che caratterizza l’Italia, abbia inciso nel provocare il gesto. L’omofobia e la discriminazione possono colpire anche a prescindere dall’identità e dall’orientamento sessuale di una persona presa di mira», spiega Carlotta Sami, direttrice generale di Amnesty International Italia.

L’organizzazione per i diritti umani ha ricordato come, in questi ultimi anni, attacchi verbali e fisici nei confronti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti) si siano verificati con preoccupante frequenza e come, al contempo, diversi esponenti politici e istituzionali abbiano continuato a fomentare un clima di intolleranza e di odio verso le persone Lgbti, o presunte tali, con dichiarazioni palesemente discriminatorie.

«Questo contesto produce isolamento e violenza e stigmatizza i comportamenti ritenuti eccentrici e la diversità, oltre a non essere contrastato adeguatamente dalla legislazione», spiega Sami. A causa di scelte precise compiute dal parlamento in questi anni, spiega Amnesty Italia, la legge penale italiana antidiscriminazione (c.d. legge Mancino-Reale, n. 654 del 1975, modificata e integrata dal DL n. 122 del 1993 e successive modificazioni) «non tratta i crimini motivati da omofobia e transfobia alla stregua di crimini motivati da discriminazione da altro genere; per tale motivo, ad esempio, gli attacchi fisici contro persone Lgbti basati sull’orientamento sessuale o l’identita’ di genere veri o presunti non sono perseguibili come crimini motivato da odio».

Questa lacuna, «alla lunga, rischia di favorire l’ulteriore aumento di atteggiamenti di intolleranza e violenza verso le persone Lgbti», dice Sami. «Apprezziamo il riconoscimento del contesto rischioso da parte del ministro delle Pari opportunità Elsa Fornero, e suggeriamo dunque allo stesso ministro e al governo Monti di esprimersi chiaramente e adoperarsi affinche’ queste inaccettabili lacune legislative siano colmate al più presto», ha concluso Sami.

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