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venerdì 31 agosto 2012

l’avventura esoterica di Mario Mieli, il “creativo” del movimento gay

 Le ultime parole del maggiore teorico fondatore del movimento gay, Mario Mieli, pochi giorni prima del suicidio, in un libro di prossima uscita. Controverso personaggio vissuto negli anni ’70, riesce tutt’oggi a far parlare di sè per alcune posizioni esoteriche, da "profeta maledetto".

È in occasione del trentennale dalla morte del noto attivista, scrittore e teorico del movimento gay  Mario Mieli, che le Edizioni Libreria Croce pubblicheranno una raccolta di suoi scritti. Il saggio, curato dal Gianpaolo Silvestri, già senatore nell’anno dei Dico, raccoglie i pensieri dello scrittore espressi nel suo ultimo mese di vita.

Mario Mieli, tra i fondatori del movimento gay fin dalla sua comparsa in Italia, nel 1974, è morto suicida nel 1983, a soli trent’anni dopo una lunga crisi depressiva. Eppure, Mieli può essere considerato il teorico più creativo del movimento omosessuale, capace di recitare, cantare e comporre testi di rilievo poetico. Molto contrastata, negli anni ‘70, la sua figura è passata alle cronache grazie alla pubblicazione del libro-saggio Elementi di Critica Omosessuale e, dopo la drammatica scomparsa, grazie al più importante circolo omosessuale della capitale, che ha scelto di intitolarsi al suo nome.

Gli scritti, dotati di una sorprendente impronta profetica, hanno svelato una realtà che solo adesso è più chiara giacché allora si iniziava appena a parlare di catastrofe ecologica, di catastrofe nucleare ovvero di affermazione naturale del desiderio e dell’Amore, secondo punti di vista sicuramente molto lontani dalla morale cattolica, comunque sempre di fronte a uditori attenti, prima ancora che perplessi.

Mieli crede a una natura, ovviamente, ripensata alla luce delle elaborazioni partite dai movimenti omosessuali di tutto il mondo. Lo stile è pungente, da scrittore “maledetto”, che lo rese presto ostile alla società alto borghese dalla quale pure era parte, ma anche alla sinistra del tempo.

La filosofia del Mieli si fonda principalmente su studi esoterici e su conoscenze di segreti massonici; attraverso la loro realizzazione, pace, liberazione e positivo rapporto uomo-natura saranno certamente raggiunti. Ma la liberazione dell’uomo, secondo Mieli, è possibile solo attraverso un percorso di totale conoscenza del proprio corpo. È il panismo, la chiave di volta, tema principale discusso nel saggio “L’ultimo Mario Mieli – Oro, Eros e Armonia”. Il ritorno a se stessi, partendo, per l’appunto, da un misterioso “oro alchemico”. Controverso, indubbiamente, era il pensiero mieliano ai suoi tempi e ancora oggi la lettura di questo saggio lascia riflettere.

Purtroppo, una simile teorizzazione non gli fu d’aiuto nella pesante crisi depressiva che lo colse ancora trentenne e al colmo della fama.  Colpa di scelte errate condotte nella foga della ricerca, comprendente un intenso uso di sostanze stupefacenti. «Di Mieli non mi rimane che la speranza necessaria e sicura dell’Armonia tra Uomo e Natura – ci dice Silvestri, il curatore del libro che a suo tempo raccolse l’ultima intervista concessa dallo scrittore. –  Un giorno verrà l’Armonia, però ora, resto nel mio perfetto egocentrismo e non posso non leggere che non si può amare il prossimo se non si ama se stessi».

“L’ultimo Mario Mieli – Oro, Eros e Armonia” vanta un’ilare prefazione del cantante Ivan Cattaneo, un grande amico dello scrittore e per i palati più raffinati una nota critica del poeta Antonio Veneziani. Il saggio sarà disponibile in tutte le librerie a settembre.

Salvatore Asaro

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