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lunedì 16 luglio 2012

massimalisti ...


Oggi sul Corriere Rosy Bindi definisce ‘massimaliste’ le posizioni di chi chiede uguali diritti per etero e gay.
Lo fa citando tre paesi in cui, dice, ci sono solo le unioni civili: Francia, Gran Bretagna e Germania.

Bindi si dà così la zappa drammaticamente sui piedi: dei tre Paesi citati, i primi due hanno infatti già stabilito – per decisione dei rispettivi capi di Stato e di governo – di passare dalle unioni civili ai matrimoni. Cioè di fare proprio quel passo che lei definisce ‘massimalista’.

Senza dire degli Usa, dove anche Obama si è detto favorevole a quel ‘massimalismo’.

Ma la questione non è neanche questa.

Il problema vero è che l’ubriacatura centrista del Pd è ormai talmente devastante da aver stravolto perfino il vocabolario.

Al punto da etichettare come ‘massimalista’ ogni proposta e idea che non sia la pura gestione del presente.
Tanto nei diritti civili quanto in quelli sociali.

La timidezza iper moderata che impedisce di mettere ai voti i matrimoni gay è la stessa che poi porta alla ‘continuità’ con Monti, al pareggio di bilancio in Costituzione, a lisciare il pelo alle banche, ad aver paura nel definire una patrimoniale o nell’imitare Hollande sulle aliquote fiscali.

E’ questo, il suicidio del Pd. E non lo capiscono, non lo vedono. 

Chiamare ‘massimalismo’ il più semplice, pacifico e pragmatico dei riformismi.

Alessandro Gilioli

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