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sabato 21 luglio 2012

i produttori di videogiochi: “ sì ai matrimoni gay ”


La Ea, che raggruppa i più grandi produttori di videogiochi, ha scritto sulla sua pagina web: "Abroghiamo la legge che impedisce i matrimoni gay".

Sono passati due mesi e mezzo dall'ormai storica intervista all'Abc nella quale Obama - primo presidente americano a farlo - si è schierato a favore dei matrimoni gay. Una posizione che ha dato il via a una campagna per abrogare tutte le norme che di fatto vietano le unioni fra persone dello stesso sesso. Prima fra tutte, la famigerata "Doma", Defense of Marriage Act. E' una legge federale, firmata da Clinton nel settembre del '96, che stabilisce che i matrimoni possano avvenire solo "fra un uomo e una donna".

Dopo le dichiarazioni di Obama, si diceva, ha ripreso forza la campagna per abrogare quella legge. E a breve, una Corte - la nona Corta d'Appello - esaminerà la costituzionalità o meno della norma. In tutti gli States è un fiorire di iniziative per sollecitare una sentenza che finalmente tolga di mezzo la "Doma". Fra queste, sicuramente da segnare, il documento di tutti i rappresentanti democratici dello stato di Washington che chiede, all'unanimità, l'abrogazione della normativa. Documento rilevante perché fra i firmatari, ora ci sono anche diversi senatori che 15 anni fa sostennero la Defense of Marriage Act.

Tante prese di posizione, tante assemblee. Una però è destinata ad avere maggiore impatto con l'opinione pubblica. E' quella della "Ea", "Electronics Arts". Una sigla che forse dirà poco in Italia, eppure si parla di una potenza mondiale. E' l'associazione statunitense che raggruppa le società produttrici di giochi elettronici. "Ea", insomma, è la Confindustria dei produttori di "games" per PlayStation, Xbox, Wii, iPhone, iPad e chi più ne ha più ne metta. E l'associazione che mette insieme gli sviluppatori di games come Battlefield, The Secret World, The Sims, eccetera, eccetera. Siamo sull'ordine di miliardi di dollari di fatturato.

Bene, pochi giorni fa, senza che nessuno se l'aspettasse, la "Ea" nella sua pagina Web - seguitissima perché da lì si scaricano gli aggiornamenti dei giochi - ha diffuso un comunicato di poche righe. "Sollecitiamo l'abrogazione della Doma... perché è una legge federale che discrimina... perché impedisce negli Usa il riconoscimento fra matrimoni celebrati all'estero...". L'ultima battuta del comunicato è, se possibile, ancora più significativa: "... l'industria dell'hi tech non può essere rilevante solo per i conti economici". Vorrebbe aiutare a "vivere meglio" negli States.

Infine, visto che si parla di giochi, un giochino-indovinello: la Confindustria italiana, o anche solo la sua associazione che raggruppa i settori innovativi, potrebbe mai scrivere un documento simile?


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