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venerdì 29 giugno 2012

"vogliamo diritti e matrimoni", si è svolto così il Roma Pride


«Vogliamo tutto», lo slogan. I want it all dei Queen la colonna sonora. La coloratissima paratadell'orgoglio gay ha sfilato oggi per le vie del centro di Roma e si è conclusa in piazza Bocca della verità. La manifestazione, come di consueto, è stata ricca di maschere, travestimenti, colori e slogan. Nella notte sono apparsi manifesti di Militia Christi contro il Roma Pride. «Propaganda omofoba», il commento del Gay Center. I manifesti nel pomeriggio sono stati tolti.

«Siamo 150 mila». Lo hanno detto al megafono gli organizzatori del Roma Pride. In strada enormi drag queen che danzavano sui carri, i travestimenti più originali e le bandiere arcobaleno, tutti scesi in piazza per «rivendicare diritti che non hanno».

«Vogliamo tutto - spiega Andrea Berardicurti del circolo Mario Mieli - gli stessi diritti delle coppie etero. Non ci accontentiamo di Pacs e unioni civili, puntiamo dritti al matrimonio e i partiti devono saperlo: se vogliono i voti della comunità devono accogliere le nostre richieste senza se e senza ma». Tra i carri presenti, 20 in tutto, spicca quello del comitato organizzatore, un autobus inglese a due piani con il logo della manifestazione. Aurelio Mancuso di Equality Italia gli fa eco: «A Roma c'è un tema in più che riguarda le aggressioni omofobe, più forti e virulente. C'è una diretta responsabilità dell'amministrazione Alemanno che ha abbandonato Roma a se stessa». Tra i carri anche quello della Cgil.

Ad aprire il corteo partito da piazza della Repubblica una replica del camion usato per le riprese di Priscilla la regina del deserto, il film-icona che narrava le esilaranti avventure di un gruppo di travestiti in Australia. A chiudere il tir dei giovani dell'Italia dei Valori, l'unico partito presente oggi. Sono 30 le sigle dell'attivismo omosessuale presenti e si attendono «almeno 70 mila persone», afferma Rossana Praitano, presidente del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli.

Il bacio omo con la maglia azzurra. Due ragazzi vestiti con la maglia della Nazionale e un pallone in mano hanno posato baciandosi sulla fontana al centro della piazza. «E' contro le dichiarazioni fatte in particolare da Cassano. Vogliamo dire che la lotta contro l'omofobia va combattuta ovunque, anche nel calcio. Invitiamo pertanto i calciatori della Nazionale, che sappiamo essere omosessuali, a fare coming out. Sarebbe utile per loro ma anche per tanti giovani che subiscono bullismo e discriminazioni», ha detto il portavoce del Gay center Fabrizio Marrazzo.

Le drag queen. Il matrimonio omosessuale è il leitmotiv del carro di Muccassassina: un’enorme torta nuziale sulla quale ballerini e drag queen saluteranno i partecipanti al corteo. Drag queen, gogo boys e musica da discoteca sui carri del Gay Village, di Gorgeous I am, di Splash Roma, della Roboterie e del Settimio Cielo.

«Lo slogan di quest'anno non poteva che essere questo. Non avendo niente, vogliamo tutto. In vent'anni in Italia non si è fatto niente ed ora ci si deve adeguare, tutto di un botto, alla civiltà», afferma la deputata del Pd, Paola Concia, presente al Gay Pride di Roma. A chi le chiedeva se muovesse per questo critiche al suo partito, Concia risponde: «Le faccio tutti i giorni. Sto facendo una battaglia nel mio partito come nella società affinché si facciano promotori del cambiamento».

Fabrizio Paoletti parla a nome della Rete dei genitori Rainbow: «Siamo genitori con figli nati in una relazione eterosessuale che poi si scoprono omosessuali. Da questo momento in poi non abbiamo più diritti, non possiamo amare in libertà e neanche adottare bambini». «Orlando e Bruno, 47 anni d'amore senza diritti», si legge invece, sul cartello di una coppia che partecipa alla manifestazione.

I manifesti di Militia Christi. Manifesti con la foto di Giovanni Paolo II per dire «no a Roma Capitale dell'orgoglio omosessuale» in via Cavour, proprio lungo il percorso del Pride Roma sono stati affissi la scorsa notte da alcuni militanti di Militia Christi. Lo comunica, in una nota, l'Ufficio Stampa del movimento politico cattolico. Nei manifesti vengono riportate anche le parole Giovanni Paolo II: «A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l'affronto recato [...] e per l'offesa ai valori cristiani di una città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo. La Chiesa non può tacere la Verità [...] perché non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ci•ò che è male». (Beato Giovanni Paolo II, commento al gay-pride, nell'Angelus del 9 Luglio 2000)». «Manifestazioni del genere, che rivendicano orgogliosamente comportamenti innaturali, - è scritto nella nota - sono un'offesa per chi ancora ha a cuore una sana visione antropologica della società, sono un modello nefasto per i giovani oltre ad essere deleterie verso chi sente dentro di se tendenze omosessuali. Inoltre non servono a combattere i cosiddetti pregiudizi ma solo ad aumentare diffidenza, squallore, volgarità e irriverenza». si parla poi di «falsi diritti» e «comportamenti disordinati e dei quali bisognerebbe vergognarsi».

Gay Center: la solita campagna omofoba. «Da Militia Christi viene la solita propaganda omofoba. Se non ci fossero lesbiche, gay e trans e i Pride Militia Christi non saprebbe che fare. I manifesti affissi a Roma oggi ne sono la dimostrazione. Chiediamo al Comune di rimuoverli». E' il commento del portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo e del presidente di Arcigay Roma, Roberto Stocco. I manifesti sono stati tolti nel primo pomeriggio.

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