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domenica 10 giugno 2012

in migliaia al Pride di Bologna


Dal palco del Gay Pride nazionale di Bologna le associazioni chiedono pari diritti per le coppie gay. Ma la politica si muove su altri fronti. Lettera di Bersani agli organizzatori.

Migliaia di persone sono partite da Porta Saragozza a Bologna, per il Gay Pride nazionale 2012. Una manifestazione festosa e movimentata, nonostante l'assenza di carri allegorici e la mancanza di musica amplificata per rispetto alle vittime del terremoto. In piazza, tante associazioni per i diritti glbt e centinaia di cartelli con la richiesta di diritti civili per gli omosessuali.

La politica e le associazioni - Se Arcigay col suo presidente nazionale Paolo Patanè invocava una legge sulle nozze gay ("Quello che chiediamo è un percorso sull'uguaglianza affinché le nostre vite di coppia, i nostri amori e i nostri figli abbiano gli stessi diritti degli eterosessuali: vogliamo il diritto di sposarci"), i politici del PD come Paola Concia, Pierluigi Bersani e Ignazio Marino promettevano leggi sulle unioni civili.

"Cari amici, - ha scritto il segretario del PD agli organizzatori del Bologna Pride - nell'esprimere l'adesione del Partito Democratico al Pride nazionale in programma per questo sabato a Bologna, desidero innanzitutto dirvi grazie. Non è facile in una fase politico-economica difficile come questa lottare per rimettere al centro della discussione politica il tema dei diritti civili delle persone. Movimenti come il vostro spronano la politica italiana, a portare l'Italia, anche su questi temi, nel novero dei principali paesi occidentali". "In tutto il mondo - aggiunge Bersani - le forze progressiste, dal Presidente USA Obama al neo-eletto Presidente francese Hollande, sono impegnate a costruire un nuovo civismo in cui ciascuna persona possa avere pari diritti e pari opportunità di vita, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale e identità di genere. Il Partito Democratico non intende sottrarsi a questa discussione: non è accettabile che in Italia non si sia ancora introdotta una legge che faccia uscire dal far west le convivenze stabili tra omosessuali, conferendo loro dignità sociale e presidio giuridico, così come è intollerabile che questo Parlamento non sia riuscito a varare una legge contro l'omofobia e la transfobia. Sarà anche su questi temi, tra cui mi permetto di aggiungere il divorzio breve, l'introduzione del diritto di cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia, e il testamento biologico, che nei mesi che verranno di qui alle prossime elezioni politiche, si giocherà la nostra capacità di parlare al Paese".

Sempre in casa PD parla il vicepresidente Ivan Scalfarotto: "Le unioni civili già ampiamente sperimentate nel nord Europa possono essere una soluzione che, pur non ideale, garantirebbe almeno quella piena titolarità di diritti, doveri e responsabilita' che dovrebbero spettare alle coppie gay e lesbiche in un paese pienamente civile e democratico". "Ora dobbiamo giungere a una proposta chiara con il Comitato diritti, presieduto da Rosy Bindi, che sta lavorando proprio per formulare una posizione definita sul tema delle coppie omosessuali e sugli altri temi che, come dice Bersani, diventeranno elementi fondanti della nostra proposta elettorale".

Per il presidente di Sinistra Ecologia Libertà Nichi vendola "Le parole di Bersani sono incoraggianti, sulla vergogna dell'Italia fanalino di coda sui diritti civili, di un Parlamento che non riesce ad affrontare il nodo dei diritti delle coppie di fatto, e neppure a promuovere una legge contro l'omofobia". "In passato purtroppo centrosinistra e centrodestra in parlamento sono stati egualmente paralizzati nella capacita' di interpretare la domanda di cambiamento e di diritti che veniva dal Paese. Ora ci aspettiamo - conclude Vendola - che il Partito Democratico, coerentemente con le parole del suo leader, faccia nelle prossime settimane la battaglia in Parlamento per queste conquiste di civilta'. Tanta parte dell'opinione pubblica italiana si aspetta di passare ora ai fatti".

Anche i Radicali Italiani, con l'associazione Certi Diritti, Nessuno Tocchi Caino e l'Associazione Luca Coscioni hanno partecipato alla manifestazione, auspicando l'approvazione di una legge sui matrimoni gay e più in generale di una riforma organica del diritto di famiglia.

Dal fronte Pdl se alcuni esponenti del centrodestra hanno criticato Bersani sottolineando come un'alleanza con Casini sia impossibile per il PD dopo quella lettera, il portavoce del partito Daniele Capezzone ha auspicato invece che il Pdl sui diritti civili sia più liberale e meno ideologico.

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