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venerdì 30 marzo 2012

una targa a Daniel, assassinato dall’omofobia in Cile

Ci è giunta la notizia della fine spaventosa di Daniel Zamudio, un giovane omosessuale cileno segregato da un gruppo neonazista. Daniel ha subito una lentissima, spaventosa agonia: sul suo corpo sono state incise lunghe svastiche con lunghe schegge di vetro, amputazioni, bruciature ed ogni genere di efferatezze.

“La sua vita”, dichiara Paolo Patanè , Presidente nazionale di Arcigay, ”è persa nel modo più barbaro che si possa immaginare, perché criminali assassini hanno ritenuto non avesse avesse diritto di vivere in quanto gay. Ora è troppo facile pensare che la sua morte appartenga solo a lui: in realtà appartiene a tutti, nella misura in cui strazia o accusa la coscienza di tutti, ed esige risposte da tutti”.

“Chiediamo con forza – continua Patanè – un autorevole intervento del nostro Ministro degli Esteri di sensibilizzazione verso l’accertamento delle responsabilità nei confronti del Governo cileno. A Daniel, Arcigay dedicherà una targa nella sala della sede di rappresentanza nazionale in via S.Giovanni a Roma. Auspichiamo che l’ Ambasciatore cileno nel nostro Paese possa presenziare alla cerimonia con la quale ricorderemo Daniel”.

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