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mercoledì 8 febbraio 2012

il Comune di Milano censura i siti di informazione gay

Dopo la Regione Lazio, i Radicali denunciano che anche nei locali del Comune di Milano la sola parola "gay" fa scattare il filtro anticensura sul porno. Oscurati i siti di informazione lgbt.

Continuano le sorprese dei filtri ancitcensura sul porno nei locali pubblici. I Radicali di Certi Diritti, che già avevano denunciato l'impossibilità di visitare siti di informazione lgbt come Gay.it, Gay.tv e Queerblog nei locali della Regione Lazio, adesso hanno scoperto che anche a Palazzo Marino le cose stanno nello stesso modo. Il filtro che dovrebbe impedire l'accesso a siti con contenuti pornografici lavora con un po' troppo "zelo" e miete fra le sue vittime anche i siti che porno non sono, proprio come Gay.it ma anche come il sito web di Arcigay Nazionale.

Non sono ancora passate 2 settimane dall'annuncio che in 50 sedi del Comune aperte ai milanesi si può navigare gratuitamente su Internet tramite connessione wireless, per l'intera durata di apertura al pubblico che già si scoprono inquietanti risvolti dell'operazione", fanno sapere dall'associazione radicale (in foto, il segretario Yuri Guaiana). "Utilizzando la rete comunale gratuita è infatti impossibile accedere ai principali siti di informazione lgbti come gay.it, gay.tv e queerblog. A cadere sotto la scure del censore meneghino è anche il sito nazionale di Arcigay, ma curiosamente non quello della sezione milanese".

"Le motivazioni - continua la nota di Certi Diritti - sono le più varie e curiose: spaziano dal divieto di pornografia, a quello di materiale sessuale sino a quello più diffuso e ridicolo, ma anche inquietante: il divieto di abbigliamento provocatorio. Dobbiamo aspettarci che adesso il Comune decida anche come dobbiamo vestirci?". Fra le parole "proibite" dal sistema non compare invece la parola lesbica, tanto che il sito di Arcilebsica è pienamente accessibile.

Capiamo che sia necessario limitare l'uso della rete gratuita per salvaguardare l'ampiezza della banda a beneficio di tutti - concludono - ma quest'obiettivo è facilmente raggiungibile inibendo il download dei file superiori a una certa dimensione. Ogni altra limitazione è solo frutto di puritani pruriti sessuofobi e omofobi inaccettabili", dicono i Radicali che si dicono contrari anche al filtro "sessuofobo" contro il porno. "Il gruppo consiliare Radicale Federalista Europeo ha già presentato un interrogazione urgente in Consiglio comunale per chiedere spiegazioni e l'immediata rimozione dei blocchi".

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