BOTTONI [1]

sabato 21 gennaio 2012

" restituire dignità "


Un’azione pubblica di sensibilizzazione per ricordare le persone omosessuali perseguitate dal nazi-fascismo si realizzerà a Venezia, tra il 20 gennaio e il 10 febbraio. 


L’iniziativa è nata dall’Osservatorio Queer del Comune, il progetto dell’Assessorato alle politiche giovanili e pace che si occupa di culture e diritti delle persone lesbiche, gay e transgender.

E’ stata possibile grazie al Coordinamento cittadino per la Giornata della Memoria e la collaborazione del Landesarchiv Berlin ( l'Archivio di Stato della capitale tedesca), dell’UNAR (l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) e dell’associazione culturale “Ottava Traversa”.

Saranno affissi manifesti e distribuite locandine e cartoline in città, locali pubblici, biblioteche, scuole, università.

“Restituire dignità” vuole ricordare l’odio verso le persone lesbiche, gay e transgender, che durante il nazi-fascismo è diventata una delle pagine terribili dell'Olocausto. Un odio che ancora persiste e genera violenza ed esclusione sociale. L’azione pubblica richiama la necessità di restituire la dignità negata e risarcire la memoria di chi è stato perseguitato.

Le immagini usata sono cinque foto segnaletiche, tra le decine di migliaia custodite al Landesarchiv Berlin. Foto di persone arrestate dalla Polizia, sulla base del Paragrafo 175, l’articolo del Codice Penale Tedesco che condannava fino a dieci anni gli uomini ritenuti colpevoli di avere relazioni tra loro. Le donne non venivano neanche citate. Per loro, la condanna maggiore era rimanere sepolte vive nel silenzio. Nel caso, dentro al lager le aspettava il triangolo nero degli “asociali”.

Si dice che furono quasi 100 mila gli arresti compiuti tra il 1933 e il 1945. Per tutti loro, oltre all’umiliazione e all’infamia sociale, ci furono le brutalità e il carcere. Per migliaia ci fu il lager e un triangolo rosa. Pochi di loro sopravvissero.

Dopo la guerra, molti dei sopravvissuti dovettero proseguire la condanna in un carcere civile. Il paragrafo 175, infatti, non fu cancellato. E dopo molte riforme, fu definitivamente abolito in Germania solo nel 1994. Non era neppure un’invenzione dei nazisti: fu introdotto nel codice penale nel 1871. Il regime di Hitler lo rese più brutale ed inserì anche gli omosessuali tra le vite non degne di essere vissute.

Tutto questo racconta quanto siano profonde le radici dell’odio, allo stesso modo dell’antisemitismo, del razzismo, della misoginia. E ci chiede un continuuo lavoro di bonifica e di rispetto.


Otto Franck è nato a Wersl nel 1899. E’ un istruttore tecnico. La polizia di Berlino lo arresta per “atti contro-natura” nel 1937.


Hans Funke è nato a Dortmund nel 1902, fa il rappresentante. A 35 anni viene arrestato perché “fortemente sospettato di atti contro-natura”.


Axel Franzen è di Amburgo. Ha 35 anni quando viene arrestato nel 1936. Dichiara di essere uno studente. “Confessa di essere colpevole di atti sessuali contro-natura”.


Franz Frieske è nato a Schneidemühl nel 1905. A 33 anni viene arrestato a Berlino, dove fa il barman, con l’accusa di aver commesso “atti contro-natura”.


Ernst Lieder viene arrestato a Berlino nel 1937. E’ un cameriere di 33 anni. L’accusa è di avere “istinti omosessuali”.

L’omosessualità in Germania è un crimine fin dal 1871. E’ il Paragrafo 175 del Codice Penale, che i nazisti inaspriscono brutalmente. Decine di migliaia di uomini vengono arrestati. In migliaia finiscono nei lager, con un triangolo rosa. Per il regime, si tratta di altre vite non degne di essere vissute.

In pochi sopravvivono, ma finiscono per scontare la pena in carcere. Perché il Paragrafo 175, dopo molte modifiche, verrà abrogato definitivamente solo nel 1994.

Restituire dignità a Otto Franck, Hans Funke, Axel Franzen, Franz Frieske, Ernst Lieder e a tutti gli altri uomini perseguitati, ci ricorda che a tutt’oggi e in tutto il mondo le persone lesbiche, gay e transgender continuano a vivere violenze e discriminazioni.

DIGNITA'

Di questi cinque uomini ritratti dalla polizia di Berlino negli anni ’30 noi conosciamo il nome, la data di nascita, la professione e poco altro, oltre al delitto commesso. O, meglio, al sospetto delitto: atti contro natura. Nemmeno conosciamo il loro destino.

Sappiamo che non ci sono più. Sappiamo che per quell’articolo del codice penale tedesco, il Paragrafo 175, questi cinque uomini, come decine di migliaia di altri, hanno sicuramente subito angherie, maltrattamenti, torture, quasi sicuramente il carcere e forse il lager. Sappiamo, infine, che quell’accusa, il fatto di essere o sembrare o semplicemente segnati come omosessuali è stato un atroce marchingegno di controllo e di pulizia sociale, un delirio dalle radici antiche, capace di alimentare tutt’oggi folate di odio.

Per noi sono semplicemente cinque sconosciuti, ritratti con i loro abiti civili, nella tradizionale foto segnaletica, fissati per sempre dall’estetica criminale. Restituire la loro dignità vuole essere un gesto postumo di risarcimento pubblico. Come per capovolgere la regola per cui c’è qualcuno, e in questo caso persino lo Stato, capace di decidere quale siano le vite degne di essere vissute e quali no.

Ora consegniamo questi cinque uomini comuni al nostro di sguardo pubblico. Loro continuano a fissare l’obiettivo ed è evidente che cercano di dissimulare l’orrore che noi non vediamo, perché sta esattamente dietro alla mano che li sta fotografando e agli occhi che li stanno scrutando come criminali.

Fabio Bozzato

WIDERNATÜRLICHE

Il Landesarchiv di Berlino è un luogo immenso e silenzioso situato in una ex fabbrica di munizioni a Berlino Ovest. In queste sale dai soffitti altissimi, cercare negli archivi della Kriminalpolizei le foto di uomini gay arrestati per crimini “contro natura”, entrare per un attimo nelle loro vite, vedere i volti di persone normali arrestate per un “crimine” che definisce chi può essere e chi no, è stato - in due parole - emozionante e doloroso.

Immersa nel silenzio ho sfogliato dozzine di fascicoli, scritti a mano o a macchina, con le pagine strappate e i segni del tempo.

È impressionante quanti fossero, di tutte le età e i ceti sociali.

Ne abbiamo scelti cinque per rappresentarne centinaia. Migliaia di persone arrestate per “atti contro natura”. Widernatürliche è la parola tedesca che descrive il crimine di cui erano accusati. E poi forse deportati e infine sterminati.

Ma cosa sia successo loro, noi non lo sappiamo. Sappiamo solo i loro nomi, la data di nascita e di arresto, il lavoro che svolgevano prima che la follia travolgesse le loro vite.
Restituire dignità.

Cercare anche solo di immaginare la paura e lo sgomento che leggiamo nei loro volti. Continuare a guardarli per non dimenticare.

Giulia Sepe

un po’ di materiale: United States Holocaust Memorial Museum - USHMM, Washington , Simon Wiesenthal Center / Multimedia , Pink Triangle , Olokaustos, Memoria Lgbt/Arcigay, L’archivio di Giovanni Dall’Orto , Il sito di Cinzia Ricci , Il memoriale a Berlino , Il memoriale ad Amsterdam , Il memoriale di Sachsenhausen

bibliografia : USHMM

in italiano, vi consigliamo: AA.VV (a cura del Circolo Pink), Le ragioni di un silenzio. La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo. Ombre Corte, Verona, 2002 , BECK G., Dietro al vetro sottile, Einaudi, Torino, 2011, BENADUSI L., Il nemico dell’uomo nuovo. L’omosessualità nell’esperimento totalitario fascista, Feltrinelli, Milano, 2005, CONSOLI M., Homocaust, Kaos Edizioni, Milano, 1991, GORETTI G. e GIARTOSIO T., La città e l’isola. Omosessuali al confino nell’Italia fascista, Donzelli Editore, Roma, 2006, LE BITOUX J., Triangolo Rosa, Manni Editore, Lecce, 2003, MOSSE G. L., Sessualità e nazionalismo, Laterza, Bari, 1982, MOSSE G. L., L’immagine dell’uomo nuovo. Lo stereotipo maschile nell’epoca moderna, Einaudi, Torino, 1997

tra i testi teatrali: SHERMAN M., Bent, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 1984

tra i romanzi: FISCHER E., Aimée & Jaguar, Tea, Milano, 2006, LUXURIA V., Eldorado, Mondadori, 2011, ROBIONY G. e CONTE R., Amori al confino, Carabba editore, Lanciano, 2004

e tra i video-documentari e film: Aimée & Jaguar, di Max Färberböck, Germania, 1998, 125’, Bent, di Sean Mathias, Uk/Giappone, 1997, But I was a girl. The story of Frieda Belinfante, di Toni Boumans, Olanda, 1998, 118’, Eravamo marchiati con una A maiuscola, di Klaus Muller, Germania, 1991, 45’, Gli occhiali d’oro, di Giuliano Montaldo, Italia, 1987, 110, L’altro ieri, di Gabriella Romano, Italia/UK, 2002, 25’, Paragraph 175, di Rob Epstein e Jeffrey Friedman, Usa, 2000, 81’, Ricordare, di Gabriella Romano, Italia/UK, 2003, 42’

e naturalmente: Una giornata particolare, di Ettore Scola, Italia/Canada, 1977, 110’



RESTITUIRE DIGNITA’
è un progetto di

Comune di Venezia.
Osservatorio Queer | Assessorato alle politiche giovanili e pace
Coordinamento cittadino per la Giornata della Memoria

in collaborazione con
Landesarchiv Berlin

UNAR
- Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le pari opportunità

Associazione culturale Ottava Traversa


Assessore Gianfranco Bettin
Direttore Andrea Costantini
Responsabile Servizio Alberta Basaglia
Coordinamento progetto Fabio Bozzato, Elena Piaggi, Giulia Sepe
Special thanks to Paolo Navarro Dina, Roberto Turetta
e grazie a Luigi Barbieri, Elena Cardillo, Luca Core, Klaus Dieter-Pett, Paolo Fontana, Vladimir Luxuria, Massimiliano Mannanni, Laura Murolo, Francesco Ragazzi, Marina Ravagnan, Camilla Seibezzi, Francesco Urbano, Delia Vaccarello
e ad Associazione culturale E [Venezia], Schwules Museum [ Berlin]
Grafica Signaletic Srl
Stampe Compuservice


0 commenti:

PUBBLICITA' - GIORDANO