BOTTONI [1]

BOTTONI [2]

sabato 24 settembre 2011

outing politici gay omofobi, Pierluigi Battista : “la libertà di essere gay senza dirlo e il mito tribale della trasparenza”

Ancora una volta, nel nome della trasparenza assoluta, si consuma il delitto dell’annientamento della vita privata. Il 23 settembre uscirà, secondo quanto minacciato tronfiamente da un sito gay, l’elenco completo dei politici e dei ministri omosessuali che vorrebbero tener celato il proprio orientamento sessuale. Credono, in questo modo, di condurre una crociata contro l’ipocrisia, ma lavorano all’ingrosso per ridurre la libertà.

Pezzetto dopo pezzetto, fino alla sua consunzione. La libertà di dire o di nascondere. La libertà di vivere la propria condizione sessuale senza che il mondo pubblico eserciti il suo controllo occhiuto e intimidatorio. Senza che il tribunale pettegolo e spietato dell’opinione pubblica sia messo a conoscenza di ogni segreto e di ogni zona della vita di ciascuno deliberatamente tenuta nella discrezione e nella penombra.

Se i politici omosessuali non vogliono dirlo, non si deve dire. Punto, non dovrebbe esserci discussione.

Sono i paladini della trasparenza, questi spioni che fanno del male alle persone credendo di far del bene al progresso, che invece contribuiscono a sprofondare nella barbarie della sorveglianza totale ogni barlume di libertà personale.

Sono anni che i maniaci dell’ “outing”, a partire dagli Stati Uniti, vogliono sostituirsi agli omosessuali che per le più varie e insindacabili ragioni non intendono fare “coming out” della loro condizione. Sono dei terroristi, nel senso tecnico della parola: spargono terrore e angoscia. Massacrano le loro vittime con la scusa di fare loro del bene.

Non si sa se il sito che promette la propalazione dei nomi sia un covo di millantatori o di ricattatori. Magari è solo un grottesco annuncio mediatico per un insperato quarto d’ora di pubblicità. Di certo non conoscono il rispetto delle persone, dei loro diritti, della sfera privata inviolabile che dovrebbe essere tutelata. Adesso, con la scusa delle intercettazioni che stanno rendendo di pubblico dominio frammenti di vita privata dei «potenti», vogliono portare fino alle estreme conseguenze la violenza del ludibrio per chi non ha nessuna colpa da nascondere, ma pur sempre il diritto di nascondere qualcosa. Contro il mito tribale della trasparenza.

Pierluigi Battista

0 commenti:

PUBBLICITA' - GIORDANO