BOTTONI [1]

lunedì 8 agosto 2011

Latina, altro atto di omofobia

Protagonisti due ragazzi rumeni. Prima gli insulti, poi i pugni in mezzo alle persone a cena. Che, dopo attimi di smarrimento, sono intervenute.

Insultato e picchiato da una coppia di ragazzini rumeni, presumibilmente minorenni, che lo ha aggredito ieri sera in strada, a Latina. Una violenza che ha procurato a Giovanni Gioia, questo il nome della vittima dell'ennesimo caso di omofobia, una frattura al dente, oltre ad escoriazioni e ad una contusione allo zigomo. Ma gli aggressori potrebbero avere le ore contate: il ragazzo ha, infatti, intenzione di sporgere denuncia, mentre la polizia del capoluogo pontino gli mostrerà a breve le foto segnaletiche di alcuni giovani con precedenti penali, tra i quali ci potrebbero essere anche i due rumeni (già riconosciuti da una persona che ha assistito all'aggressione).

"Mi trovavo in piazza del Popolo, intorno alle 21.30, con una coppia di amici - racconta Giovanni, 26 anni, truccatore e Drag Queen - Dopo aver preso un caffè al bar, abbiamo iniziato ad incamminarci verso una pizzeria, che si trova nei pressi della chiesa di Santa Maria Goretti". E' allora che i tre vengono individuati e presi di mira dai due rumeni, molto giovani, sui 17/18 anni di età: "Non stavamo facendo nulla di particolare, io non ero neanche vestito in maniera appariscente. All'improvviso e senza alcun motivo, hanno raccolto delle pietre, e me le hanno tirate contro, urlando insulti come 'frocio' e 'ricchione di merda'". Giovanni decide, insieme agli amici, di non reagire, anche perché in quel preciso momento si trovavano in una zona abbastanza buia, e senza attività commerciali: "Abbiamo accelerato il passo, fino a non vederli più. A quel punto iniziamo a credere che la cosa sia finita là". Pochi minuti dopo, raggiungono la pizzeria dove avevano programmato di passare la serata. "Ci siamo seduti fuori, in mezzo alla gente, e la cameriera è venuta a prendere le nostre ordinazioni", racconta Giovanni . E' una questione di minuti. I rumeni li hanno visti seduti, forse li hanno anche seguiti. Uno dei due si avvicina a Giovanni e lo assale alle spalle, dandogli un pugno in faccia e stordendolo. "Me ne ha anche sferrato un secondo - spiega la vittima - ma sono riuscito ad evitarlo. Sono caduto all'indietro, ma per fortuna la gente, a quel punto, si è alzata e ha cercato di bloccare i rumeni". I due, però, riescono a fuggire, anche se tra i presenti qualcuno ha riferito di averne riconosciuto uno. "Il mio amico ha chiamato la polizia e un'ambulanza - racconta Giovanni, che è ancora dolorante - Gli agenti mi hanno invitato a recarmi oggi in commissariato, a visionare delle foto di ragazzi che frequentano la piazza e che hanno precedenti penali". Giovanni ha comunque intenzione di sporgere denuncia, e valuterà, una volta individuati i due ragazzi, se procedere con una causa civile di risarcimento danni. Medicato dal personale sanitario, la prognosi, di cinque giorni, parla di una "contusione alla regione zigomatica sinistra, escoriazione muscosa labiale superiore, dolorabilità ai muscoli del collo, piccola frattura all'incisivo destro".

A raccogliere la segnalazione, ieri sera, è stato Andrea Berardicurti, segretario politico del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, che ha attivato la Rainbow Line (800/110611), per assistere le vittime di casi di omofobia: "Gran parte delle segnalazioni che ci arrivano - spiega - provengono dalle province. E non parlo solo di casi di violenza, come questo, ma anche di discriminazioni". Relativamente all'aggressione di ieri, Berardicurti dice che si tratta di una dinamica "consolidata": "Ad agire è spesso il branco, comunque almeno due persone, che si sentono più forti. L'età non conta, è il gruppo a renderli così aggressivi". "Giovanni è stato bravo, perché non ha risposto alle provocazioni: i tre si trovavano in una zona buia, e se lo avessero fatto, probabilmente le cose sarebbero andate peggio". L'importante, osserva il segretario del Mieli, è "sporgere denuncia, sempre, anche quando viene presentata contro ignoti: è l'unico modo per far venire a galla questi casi di omofobia e perseguire i responsabili delle violenze".

Marco Pasqua

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