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domenica 24 luglio 2011

persecuzione degli omosessuali in Ghana

Come in Uganda e ieri in Norvegia, anche il Ghana la presenza politica dell'integralismo religioso di matrice cristiana, come già quello di matrice islamica in Iran, in Palestina o in Barhain, solo per citare qualche esempio, esprime ancora una volta tutta la sua pesantissima carica di odio razzista e discriminatorio nei confronti di parte della popolazione.

Tutta la gente di buona volontà è chiamata a intervenire con forza e senso di rispetto del diritto umano alla propria identità, a vigilare anche nel nostro paese affinchè tali posizioni aberranti e feroci non prevalgano mai.

Ringrazio gli amici e compagni di Everyone per la loro attenzione costante nell'informare sulle forme di politica dell'odio che continuano ad esser perpetrate in ogni parte del mondo, compreso quello cosiddetto civile, e per l'invito forte a contrastarle, che accolgo rilanciando questo appello al popolo di buona volontà del web.

Alba Montori



C O M U N I C A T O S T A M P A

MINISTRO DEL GHANA ORDINA PERSECUZIONE. APPELLO DI EVERYONE A ONU E UE

Firenze, 23 luglio 2011

"È di oggi la conferma che il Ministro per la zona occidentale del Ghana, Paul Evans Aidoo, ha ordinato l'arresto di tutte le persone omosessuali nella sua zona di competenza". Lo denunciano, in un appello alla Comunità internazionale, i co-presidenti dell'organizzazione per i diritti umani EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Piccoau. "L'offensiva governativa anti-gay è conseguente alla campagna omofoba portata avanti dal Consiglio Cristiano del Ghana, che ha attaccato duramente e pubblicamente la comunità LGBT a più riprese" spiegano gli attivisti. "Purtroppo, come dimostra il caso dell'Uganda, molte comunità cristiane promuovono omofobia in Africa, nonostante gli appelli alla tolleranza promossi dalla società civile".

Riferendosi alla presenza di omosessuali nel Ghana, il ministro ghanese ha ripetutamente dichiarato che "dobbiamo impegnarci con tutte le forze per estirpare queste persone dalla nostra società". Paul Evans Aidoo ha chiesto ai cittadini della regione da lui governata di denunciare alle autorità tutte le persone sospettate di comportamenti omosessuali.

"Chiediamo all'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, al Parlamento europeo e alla Commissione Ue di prendere con immediatezza una posizione che scongiuri nuove escalation di violenza omofoba, nonché il perpetrarsi di gravi violazioni dei diritti fondamentali di persone LGBT nel Paese sub-sahariano. È fondamentale" prosegue il Gruppo EveryOne, "che tutte le forze democratiche e i Paesi membri dell'Ue rivolgano un appello al Presidente della Repubblica del Ghana affinché le affermazioni del ministro Evans Aidoo siano ritrattate al più presto. Ci rivolgiamo infine" concludono Malini, Pegoraro e Picciau, "a coloro che hanno rappresentato e rappresentano tuttora egregiamente il Ghana in politica estera, come il diplomatico ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, il Giudice della Corte penale internazionale Akua Kuenyehia e l'ex presidente ghanese Jerry Rawlings, che è stato eletto presidente della Economic Community of West African States: è a loro che chiediamo accoratamente di fare in modo che il Ghana - che in passato ha sempre favorito le organizzazioni internazionali e regionali di cooperazione politica ed economica, ed è un membro attivo delle Nazioni Unite e dell'Unione Africana - mantenga il suo status di Paese democratico, tra i più moderati del continente africano, e continui a rispettare le Carte internazionali sui Diritti Umani, salvaguardando così anche la dignità e l'uguaglianza rispetto agli altri cittadini di gay, lesbiche e transessuali".

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