BOTTONI [1]

lunedì 16 maggio 2011

giornata mondiale contro l'omofobia



Uomini e donne [elenco con riferimento esclusivamente agli “omicidi” nel territorio della Città di Roma], vittime dell’odio, dell’omofobia e della transfobia che attendono ancora giustizia :

30 GIUGNO 1980
Antonio Mannarà, 24 anni
24 APRILE 1982
Salvatore Pappalardo, 36 anni
16 OTTOBRE 1983
Andrea De Luca, 55 anni
11 GENNAIO 1985
Gennaro Ciciola, 40 anni
26 GENNAIO 1985
Mario Beato, 70 anni
16 APRILE 1987
Dara Abdullah Baram, 44 anni
28 AGOSTO 1989
Giuseppe Alibrandi, 52 anni
28 SETTEMBRE 1989
Mickael Tartakowsky, 57 anni,
25 LUGLIO 1990
Giancarlo Abbate, 48 anni
29 GENNAIO 1991
Alfredo Garreffa, 46 anni
16 AGOSTO 1992
Emilio Mastino Del Rio, 64 anni
3 OTTOBRE 1992
Vittorio Meloni, 49 anni
1NOVEMBRE 1992
Giuseppe Surrentino, 66 anni
26 DICEMBRE 1992
Andrea Agliata, 49 anni
31 DICEMBRE 1992
Walter Norbert Heynemann, 54 anni
30 MARZO 1993
Giancarlo Carnevali, 63 anni
21 GIUGNO 1993
Aldo Comandini, 45 anni
16 AGOSTO 1994
Adriano Cogo, 20 anni
7 NOVEMBRE 1994
Franco Mazza, 53 anni
28 MARZO 1995
Francesco Privitera, 53 anni
21 MAGGIO 1995
Emilio Crevatin, 64 anni
9 MAGGIO 1996
Luciano Petrini, 37 anni
17 OTTOBRE 1996
Dante Cappelletti, 49 anni
5 DICEMBRE 1996
Mario Chiaranti, 67 anni
1 APRILE 1997
Claudio Pavoni, 49 anni
3 AGOSTO 1997
Luis Inturrisi, 56 anni
5 GENNAIO 1998
Enrico Sini Luzi, 67 anni
22 OTTOBRE 1999
A. Texera Dos Santos, 27 anni
22 FEBBRAIO 2000
Francesca Moretti, 29 anni
24 MARZO 2000
Federico Silvano Vaghi, 65 anni
1 MAGGIO 2000
Don G. M. O. Granados, 55 anni
18 PRILE 2001
Alexander Jimmy Molina, 30 anni
15 LUGLIO 2001
Francesco A. Bertorini, 26 anni
29 AGOSTO 2001
Francesco Mercanti, 61 anni
23 OTTOBRE 2001
Benito Giacalone, 59 anni
16 GIUGNO 2003
Ivo Grigolo, 44 anni
15 OTTOBRE 2003
J. E. Gomes Barracos, 32 anni
26 FEBBARIO 2004
Mauro Frontelli, 44 anni
12 LUGLIO 2004
Alessandro Moretti, 63 anni
10 APRILE 2005
Mihail Hantescu, 20 anni
30 GIUGNO 2005
Paolo Grossi, 45 anni
12 LUGLIO 2005
Paolo Seganti, 38 anni

La questione delle violenze è ancora oggi, purtroppo, largamente irrisolta, come ci testimoniano spesso le cronache giornalistiche; tuttavia seppur secondaria, mi sembra opportuno rilevare come accanto ad essa, permanga, anche in questo caso spesso irrisolta, una questione culturale di fondo, relativa al linguaggio e all’approccio adottati dalle istituzioni e dai mezzi di comunicazione nell’affrontare situazioni del genere.

Richiamo alla mente di tutti l’impegno dell’amministrazione precedente attraverso alcuni brani di questa memoria di giunta :

“ Il Comune di Roma riconosce che le diversità umane, sociali, culturali e religiose costituiscono valori e, per ciò stesso, si muove per difenderle e promuoverle nell'ambito di una pacifica e feconda convivenza, sia che tali diversità derivino da situazioni di fatto, sia che siano il frutto di scelte e percorsi di libertà. Dove invece le diversità incontrano ostacoli, pregiudizi o discriminazioni, il Comune si adopera per eliminare tali fattori, affinché tutti i cittadini di Roma e i suoi ospiti abbiano pari dignità, diritti e opportunità.

[…]questo documento fornisce principi generali e taluni aspetti specifici, cui necessita dare un seguito e fornire articolazion iulteriori; tuttavia costituisce un testo chiaro ed impegnativo con le linee guida per l'operato dei vari assessorati del Comune in materia di orientamento sessuale ed identità di genere. “

Denuncio l’indiscutibile volontà intimidatoria nei confronti di gay e lesbiche perpetrata nella nostra città, la chiara condizione di insicurezza della comunità glbtq romana e l’inaccetabile assenza delle amministrazioni locali.

E pensare che durante la campagna elettorale delle scorse elezioni amministrative, la promessa di nuove ordinanze in materia di sicurezza e l’ [in]opportuna strumentalizzazione della morte di Giovanna Reggiani [assolutamente eterosessuale !!!] sono state il “cavallo di battaglia” del candidato sindaco, Giovanni Alemanno.

Vergogna !

Proseguirò in questa direzione di pressione e convincimento con gli strumenti della politica del dialogo e del dibattito, per la diffusione, con i diritti della persona, di tutte le loro naturali conseguenze sul piano del rispetto delle minoranze e del riconoscimento dei loro diritti.

Paolo Violi
[GAJAMENTE – CRITICAL FORUM GLBTQ]

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