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venerdì 15 aprile 2011

"mucca" non si tocca ...

E’ di qualche giorno fa la notizia che Stefano Tersigni, segretario romano della Fiamma Tricolore ha iniziato una raccolta firme per far chiudere Muccassassina. Sempre di qualche giorno fa la risposta dell’amico Luca Sappino consigliere di SeL nel II municipio con l’accusa di omofobia per il segretario romano della Fiamma. E’ arrivata adesso l’ennesima replica di Tersigni e a questo punto è doverosa una nostra risposta di duplice tipo.

La prima risposta è puramente didattica: come Circolo di Cultura Omosessuale non possiamo esimerci dalla nostra mission e quindi fare cultura e informazione. Tersigni ha dichiarato: " Sappino se la prenda con Mario Mieli e il suo vergognoso circolo". Ci viene il dubbio che Tersigni frequenti talmente la movida romana da rimanerne stordito, a tal punto da prendersela con uno che è morto nel 1983, ovvero l’intellettuale Mario Mieli. Inoltre ignora che Mieli sia uno dei fondatori del movimento omosessuale italiano e che sia l’autore di "Elementi di critica omosessuale", fondamento delle teorie di genere in Italia. Del resto etichettando come vergognoso il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ignora la valenza dello stesso e che è anche riconosciuto dal Comune di Roma come una delle associazioni che detengono la memoria storica della città. Tersigni inoltre quando afferma che"comitive di trans fanno sfoggio della loro omosessualità", dimostra di non avere la minima idea sulla differenza che intercorre tra orientamento sessuale e identità di genere.

Con la seconda risposta entriamo invece nel merito delle accuse. Tersigni fa un accostamento scorretto tra Muccassassina e un presunto e inesistente consumo di droghe che avverrebbe fuori dal locale. Il "vergognoso" Circolo Mario Mieli lo informa che promuove da anni, con banchetti informativi ogni venerdì, il consumo responsabile di alcol e il rifiuto delle droghe; spesso sono presenti a Muccassassina associazioni come Parsec, Nautilus, Lila, Archè, Magliana ‘80 impegnate in progetti di prevenzione delle nuove droghe. Inoltre con Tersigni non dobbiamo parlare di omofobia, bensì di transfobia. Minigonna e tacchi associati a una transessuale diventano secondo Tersigni un oltraggio al pudore e sfoggio della propria omosessualità (?), essendo contrariamente la semplice e orgogliosa rivendicazione della propria identità. Curioso che il segretario della Fiamma si preoccupi del look di una minoranza, anziché di altri fatti disdicevoli che a volte avvengono fuori dai locali gay perpetrati da persone omo/transfobiche, per prevenire i quali lo invitiamo ad astenersi da dichiarazioni cariche di pregiudizio e senza nessun fondamento.

Infine tanto moralismo nei confronti dell’aspetto di trans che vanno in discoteca fa sorridere in un Paese che è sulla bocca del mondo per tante vicende di decoro di esponenti delle Istituzioni.

Rossana Praitano [
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli”]

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