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giovedì 21 aprile 2011

laicità, cittadinanza, antifascismo, liberazione e autodeterminazione

“fuori e dentro le democrazie sessuali”
28/29 maggio 2011
Sala Pintor, via dello Scalo San Lorenzo n.67 a Roma
convegno promosso da Facciamo Breccia in collaborazione con Orgogliosamente LGBTIQ
la partecipazione al convegno è gratuita

Il convegno intende dare voce alle politiche lesbiche, gay, trans, intersessuali, queer e femministe che si confrontano criticamente con il tentativo neoliberista di assimilare le istanze relative a genere e sessualità in chiave razzista e neocolonialista.

I movimenti femministi e LGBTIQ da sempre riflettono sul loro ruolo problematico all’interno di processi storici in cui emergono dei paradigmi globali. Il femminismo afro-americano e post-coloniale ha scoperchiato il vaso di Pandora delle connivenze tra una parte del femminismo bianco e il colonialismo / l’imperialismo. Su un altro fronte, i movimenti delle donne e delle lesbiche hanno problematizzato la retorica deidiritti umani, criticandone l’impianto patriarcale, assimilazionista ed eteronormativo. I movimenti LGBTIQ, da parte loro, soprattutto nell’ambito delle mobilitazioni dei social forum, hanno analizzato come la cittadinanza sessuale, nel sistema neoliberista, proponga ai gay e alle lesbiche dell’occidente solo una cittadinanza economica. Ancora, più di recente, i movimenti femministi e queer hanno denunciato come i concetti didemocrazia, diritti umani e laicità siano usati dall'Occidente per sostenere l’impianto della guerra al terrore e delle politiche razziste, giocate su paradigmi securitari: in Italia, il Pacchetto Sicurezza in applicazione della convenzione di Schengen e il fiorire di ordinanze amministrative contro migranti, prostitute etc.

Siamo consapevoli che in numerosi paesi europei le istanze femministe e LGBTIQ, una volta recepite dai governi e istituzionalizzate, hanno prodotto politiche sessuali che hanno migliorato la vita di molte/i/* donne, lesbiche, gay e trans. Allo stesso tempo siamo consapevoli che questo processo può rappresentare oggi un elemento critico e contraddittorio da cui vogliamo partire: vogliamo far emergere come le politiche sessuali possano essere trasformate in strumento per giustificare politiche di sopraffazione. Definiamo democrazia sessuale questo “regime di giustificazione” dove convivono e si intrecciano i discorsi che riconoscono cittadinanze sessuali come marchio distintivo della superiorità dell’occidente e i discorsi nazionalisti e imperialisti legittimati da questa presunta superiorità.

Provocatoriamente, ma anche responsabilmente, vorremmo aprire la riflessione a partire dall’Italia come democrazia sessuale fantasma, collocata cioè dentro e fuori la mappa delle democrazie sessuali europee: l’Italia si colloca al 74° posto nella classifica mondiale del “divario di genere”, non ha ancora visto l’inizio del processo di riconoscimento dei diritti LGBTIQ eppure attinge ampiamente ai repertori della sessualità e del genere per attivare retoriche nazionaliste, razziste e identitarie funzionali alla definizione di soglie di inclusione ed esclusione. La formula “fuori e dentro le democrazie sessuali” offre uno sguardo su queste contraddizioni, proprio dal nostro punto di osservazione “privilegiato”: una periferia europea e mediterranea in cui convergono normativa antidiscriminatoria e respingimenti in mare, globalizzazione e identitarismo regionalista, neoliberismo in crisi e conservatorismo religioso.

Il convegno sarà diviso in sessioni che definiscono gli ambiti in cui principalmente prendono corpo le criticità finora esposte.

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