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venerdì 18 febbraio 2011

Paolo Patanè, bilancio di un anno di presidenza di Arcigay

Un anno fa a Perugia si concludeva, esattemente nel giorno di San Valentino, il XIII Congresso nazionale di Arcigay che ha visto la mia elezione a presidente nazionale dell’associazione.

Ad un anno di distanza la solidità di Arcigay e la crescita della struttura e della presenza nei territori, testimoniano quanto sia vero che per l’Associazione la dimensione del confronto interno anche aspro sia riconducibile ad uno sviluppo formidabile, in corso già da diversi anni, e che sistematicamente ripropone il nodo del nostro ruolo e della nostra posizione all’interno della società e del contesto politico del Paese.

Alla fine del 2010 in un messaggio rivolto alle socie ed ai soci tentavo di offrire un resoconto delle numerose attività svolte sia sul piano politico e strategico che su quello organizzativo, progettuale e di settore.

Il senso di questa mia breve riflessione sta invece nel condividere una dimensione anche umana di orgoglio ed affetto : la gioia e la splendida fatica di questi dodici mesi.Vorrei provare a riassumere lucidamente alcuni punti che individuavano altrettanti obiettivi programmatici fondamentali, sui quali ritengo che la Segreteria abbia lavorato con senso di responsabilità, conseguendo i risultati promessi.

Mi sembra che rappresentino dei cambiamenti di senso e sostanza strutturale, suscettibili di determinare conseguenze di lungo o lunghissimo periodo:

1) La più volte ricordata “teoria del muro” intesa come dottrina di un nuovo sistema di relazioni istituzionali e di metodo, capace di amplificare, innovare e diversificare i nostri rapporti politici .
2) La riforma del circuito delle Associazioni affiliate che realizza una autentica svolta rispetto a 25 anni di storia di Arcigay.
3) La riforma dell’organizzazione interna ed economica,i cui effetti dovranno ritenersi stabilizzati ed efficaci entro almeno un altro anno.
4) L’implementazione delle attività formative.
5) La partecipazione ad Europride .
6) L’apertura della sede di rappresentanza a Roma.Mi permetto di rimarcare anche il nostro ingresso in Commissione AIDS del Ministero della Salute, sottolineandone la portata storica e l’importanza di far parte di un’autentica cabina di regia, decisiva rispetto al tema del contrasto all’hiv-aids.

L’anno che stiamo gia vivendo dovrà invece avere almeno altri quattro punti caratterizzanti:

1)La costituzione della Federazione LGBT
2)Il lancio e la messa in pratica di una nostra precisa,articolata e concreta proposta di welfare.
3)Un maggiore coinvolgimento dei Comitati e di nuovi dirigenti nella politica e nelle attività nazionali di Arcigay.
4)L’inizio del percorso operativo dell’iniziativa di legge popolare.

Voglio dire grazie a Luca Trentini, Segretario nazionale di Arcigay, per la passione, l’onestà ed il rigore del suo lavoro. E grazie a tutta la Segreteria nazionale e a chi ne ha fatto parte per la vicinanza e l’impegno: Marco Coppola, Maura Chiulli, Stefano Bucaioni, Rebecca Zini, Federico Cerminara, Daniela Tomasino, Emiliano Zaino e Vincenzo Branà.Sono grato a tutte e tutti nell’Associazione per gli stimoli ricevuti in questo anno; sia per il sostegno che per le critiche, perché entrambi indispensabili a centrare la cruna dell’ago: quel bene di Arcigay e delle persone lgbt che deve essere obiettivo e patrimonio comune.

Paolo Patanè [Presidente nazionale Arcigay]


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