BOTTONI [1]

martedì 23 novembre 2010

omosessualità, il monito del Papa : "Non è mai moralmente giusta"

Nuove anticipazione del libro intervista del giornalista tedesco Peter Seewald. "Ritardi con i Legionari di Cristo". "Non avevamo previsto il caso Williamson". "Stalin aveva ragione, il Papa non ha soldati...". "A Ratisbona ho sottovalutato l'impatto delle mie parole".

CITTA' DEL VATICANO - L'omosessualità è "una grande prova" di fronte alla quale una persona può trovarsi, "così come una persona può dovere sopportare altre prove". Ma "non per questo diviene moralmente giusta". Il giorno dopo quella frase sull'uso del preservativo che ha fatto rumore 1, Benedetto XVI torna a far sentire la sua voce nel libro-intervista "Luce del mondo" del giornalista tedesco Peter Seewald. Tanti i temi toccati: dalla sessualità, alla pedofilia, al profilattico. E anche una battuta ironica: "Stalin aveva effettivamente ragione quando diceva che il Papa non ha divisioni e non può intimare o imporre nulla..".

Omosessualità. "Se qualcuno presenta delle tendenza radicate omosessuali profondamente radicate - ed oggi ancora non si sa se sono effettivamente congenite oppure se nascano invece con la prima fanciullezza - se in ogni caso queste tendenze hanno un certo potere su quella data persona, allora questa è per lui una grande prova, così come una persona può dovere sopportare altre prove".

Profilattico. "Dal punto di vista giornalistico il viaggio in Africa è stato del tutto oscurato da un'unica mia frase" precisa il Papa a proposito della risposta che diede nel 2009 in volo verso il Camerun 2, a una domanda sulla posizione della Chiesa rispetto ai preservativi. "Mi è stato chiesto - racconta Benedetto XVI - perchè la Chiesa cattolica, relativamente all'Aids, assumesse una posizione irrealistica ed inefficace. Così mi sono sentito sfidato perchè la Chiesa fa più di tutti gli altri. E continuo a sostenerlo, perchè la Chiesa è l'unica istituzione veramente vicina alle persone, molto concretamente: nel prevenire, nell'educare, nell'aiutare, nel consigliare e nello stare a fianco; e perchè come nessun altro si cura di tanti malati di Aids e in particolare di tantissimi bambini colpiti da questa malattia".

Pedofilia. Il Papa ammette ritardi e coperture nella gestione del caso di Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo, pedofilo, tossicomane e padre di diversi figli illegittimi. "Purtroppo - afferma Benedetto XVI - abbiamo affrontato la questione solo con molta lentezza e con grande ritardo. In qualche modo era molto ben coperta e solo dal 2000 abbiamo iniziato ad avere dei punti di riferimento concreti. Era necessario avere prove certe per essere sicuri che le accuse avessero un fondamento". Poi il Santo Padre allarga l'orizzonte e ammette come negli abusi sessuali e nei casi di pedofilia dei preti, a partire dagli anni Sessanta, la necessità di punire, applicata invece fino agli anni Cinquanta, sia stata dimenticata. Si tratta ora, chiarisce Benedetto XVI, di recuperare "il diritto e la necessità della pena", perchè l'amore non è solo "gentilezza e cortesia", ma anche "verità". Caso Williamson. "Purtroppo non lo avevamo previsto", ed è "un episodio particolarmente doloroso", ma ha anche messo in evidenza come ci sia "un'animosità pronta a esplodere, che attende solo che queste cose accadano per poi colpire con precisione". Così Benedetto XVI commenta la vicenda del vescovo lefebvriano, negazionista della Shoah, a cui tolse la scomunica nel gennaio 2009. Oltre a dichiarare che se avesse saputo che Williamson era un negazionista, non avrebbe firmato la revoca, Benedetto XVI afferma che "si sarebbe innanzitutto dovuto separare il caso Williamson dagli altri, ma purtroppo - ammette il Papa - nessuno di noi ha guardato su internet e preso coscienza di chi si trattava".

Ebrei. Il Papa non ha mai invitato a pregare per la conversione degli ebrei nella liturgia del Venerdì santo e la sua modifica a quella preghiera ha suscitato giudizi "avventati" e che "non rendono giustizia a quanto fatto" afferma, nel libro, Benedetto XVI. Che lancia un messaggio preciso a Israele: "Il Vaticano lo appoggia e loro sanno che noi riconosciamo gli ebrei come nostri padri e fratelli".

"L'impatto di Ratisbona". "Avevo concepito quel discorso come un lezione strettamente accademica, senza rendermi conto che il discorso di un Papa non viene considerato dal punto di vista accademico, ma da quello politico" Così il pontefice si esprime in merito al suo discorso pronunicato a Ratisbona nel 2006, che provocò una grave crisi nei rapporti con l'Islam.

Russia e Cina. "Matura sempre più il contesto in cui potrà avvenire" l'incontro tra il Papa e il patriarca di Mosca, incontro che Benedetto XVI "spera" di realizzare durante il proprio pontificato ma per questo, osserva, "dipende da quanti anni di vita mi concederà ancora il buon Dio" scrive Papa Ratzinger nel libro. "Direi di sì", risponde inoltre il Pontefice alla domanda se sia possibile "un incontro non troppo lontano tra Roma e Mosca". Benedetto XVI, inoltre,si augura che "l'unificazione" della Chiesa in Cina, divisa tra ufficiale e clandestina, possa avvenire durante il suo pontificato.

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