BOTTONI [1]

venerdì 25 giugno 2010

Gajamente Critical Forum Glbtq aderisce all'appello "salviamo la Libreria Gabi"

Nel ciclone che sta sconvolgendo la nostra società, accanto alle storie dei molti e dei gruppi - gettati allo sbaraglio dalla chiusura di aziende e fabbriche, o dall’emigrazione all’estero di attività - si inserisce anche la vicenda di due donne.

Giornaliste quotate a Milano, a un certo punto della loro carriera hanno deciso di dare corpo a un sogno sociale e politico: aprire una libreria che non fosse solo un esercizio commerciale, ma un centro culturale polifunzionale (cinema, teatro, concerti, corsi).

La libreria GABI, presente nel IX Municipio di Roma, dal 1975, con i suoi ampi spazi, accoglienti e dalle molteplici possibilità, rappresentava la sede giusta per realizzare il loro progetto. Così Flaminia e Marinella (le “Gabi”), rilevano l'azienda nell’aprile del 2004 con l'intento di svolgere un ruolo culturale e sociale rivolto ai cittadini del quartiere S. Giovanni e non solo, con una particolare attenzione per le donne.

Dopo una lunga serie di appuntamenti “da Donna a Donna”, organizzati gratuitamente e dedicati all’auto-aiuto, che hanno visto la partecipazione di molte donne di diversa provenienza, appartenenza e residenza, sono seguite tante iniziative molto apprezzate, anche dalla stampa: eventi, formazione, informazione, cineforum, dibattiti, spettacoli teatrali, cabaret, corsi sul benessere psicologico e fisico, oltre, naturalmente, alla quotidiana attività libraria.

Ma il business ha regole ferree, principi e dinamiche che non si possono ignorare e che lasciano poco spazio all’idealismo. La libreria Gabi, ha ormai i giorni contati. Lo squilibrio nei conti, aggravato dalla crisi economica e dalla crisi cronica del settore del libro, ha definitivamente segnato il rosso e ha cominciato a scorrere il conto alla rovescia dello sfratto esecutivo.

A meno di non trasformare una libreria in un mercato di prodotti di consumo, con i libri non si fanno grandi affari, soprattutto oggi che tutto scorre e corre sempre più velocemente. Soprattutto oggi che per comprare un libro bastano pochi clic su internet.

Eppure la lettura è come il fiume che deposita particelle nella sua corsa verso il mare: nel tempo nuove terre emergono, formate da materiali trasportati da luoghi lontani. Nuovi saperi che si formano grazie ad informazioni ed emozioni che si stratificano lentamente nella società. Nuova conoscenza sulla quale costruire nuovi progetti, un nuovo futuro, una società migliore.

Ora, lo sforzo di sollecitare l'attenzione sullo stato della libreria Gabi, è richiesto per non far fallire l'ennesimo progetto culturale e dare un aiuto concreto a queste donne che finora hanno cercato di realizzarlo. Inoltre, occorre recuperare spazi che possano diventare anche strade nuove per l’occupazione, luoghi di incontro fra le generazioni, arene di confronto e di crescita.

Mantenere in piedi il progetto della Libreria Gabi, vuol dire attivarsi affinchè il tessuto socio-culturale del nostro Municipio e della nostra città, non venga ulteriormente impoverito, minando sempre più la possibilità dell'aggregazione e del confronto e della crescita intellettuale. Perchè la cultura fa bene.

Per sostenere questa esperienza puoi firmare l’appello, dare un contributo economico o proporre iniziative per la raccolta di fondi.

primi firmatari: Susana Fantino, Carmen Pignataro, Daniela De Lillo, Valeria Stanziali, Vittoria Rossi, Lidia Giansanti, Simona Pettinari, Ghita Casadei, Massimo Lazzaretti, Gianfranzo Pisa, Lorenzo Mazzoni, Sabina Parisi, Fabrizio Bordignon, Vanessa Ansini, Lucia Pierlorenzi, Florenza Mastrogiacomo

per firmare l’appello scrivi a:
Lucia Pierlorenzi e per informazioni, proposte e idee per la raccolta di fondi contatta la Presidenza del Municipio IX [06 69609202 – 06 69609203 – 06 69609204]

per inviare contributi economici : Gabi International s.r.l. – Banca Sella / IBAN IT95J0326803208052878381790

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