BOTTONI [1]

sabato 20 febbraio 2010

Valerio Verbano, in piazza la memoria antifascista

Carla Verbano, la madre, chiede che venga fatta piena luce sull'assassinio del figlio.

"Valerio vive, un'idea non muore, la rivolta continua". Questo lo striscione che ha apriva il corteo in ricordo dei trent'anni dall'uccisione di Valerio Verbano, giovane antifascista ucciso davanti ai genitori il 22 febbraio 1980 nella sua abitazione a Roma.

Un omicidio che ancora presenta dei lati oscuri anche se non ci sono dubbi sulla sua matrice fascista. A tenere aperta la ricerca di una verità definitiva la madre Carla Verbano.

Roma, quartiere Montesacro, il 22 febbraio di trent'anni fa in questa zona nel quadrante est della capitale, veniva ucciso Valerio Verbano una ragazzo del movimento, come veniva chiamato l'insieme dei giovani impegnati sul terreno delle lotte sociali e dell'antifascismo. L'episodio, per le sue modalità di svolgimento, l'assassinio a freddo davanti ai genitori immobilizzati, e i sui autori, i Nar, ancora oggi segna il tessuto e la memoria della città.

Ma sulla verità dell'omicidio non è stata fatta completa chiarezza anche se la sua matrice è ormai chiara da tempo. Rimangono infatti alcuni interrogativi sulle informazioni che Verbano stava raccogliendo sulle connessioni tra fascisti, malavita e apparati, raccolte in un dossier che dopo l'uccisione finì nelle mani del giudice Mario Amato anch'esso freddato dai Nar. “Singolare” anche la storia del faldone processuale scomparso e riapparso più volte negli anni. Per questo Carla Verbano, madre di Valerio, tiene aperta la porta per cercare una verità definitiva. Della storia si occuperà lunedì anche la trasmissione televisiva “Chi l'ha visto?”.

La memoria però anche quest'anno è stata tenuta viva da un corteo che si è snodato lungo le strade del quartiere aperto dallo striscione “«Valerio vive, un'idea non muore, la rivolta continua”. Circa 2000 giovani dei centri sociali, dei collettivi e studenti hanno dato vita ad una manifestazione che si è conclusa a Piazza Sempione dove è stato allestito un palco per i concerti, fra gli altri, di 99 Posse e Assalti Frontali.

Alessandro Fioroni

“Sono tanti i motivi per i quali, dopo trent’anni, non ho smesso di cercare il colpevole. E tra tanti, ce n’è uno che è proprio una tortura. Quando questo ragazzo è comparso davanti ai miei occhi, non aveva il passamontagna. Potrei ancora identificarlo”.

Carla Verbano

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