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martedì 26 gennaio 2010

“le pateneidi” ovvero le tribolazioni di un suonatore di trombetta

In questi giorni è circolata una lettera anonima, legittimamente pubblicata su un sito lgbt, che sarebbe stata scritta da un fantomatico delegato al Congresso nazionale di Arcigay e che lamenta di un “esproprio” subito a causa dell’articolo di gay.it rispetto al diritto dovere di voto dei delegati (per il fatto che mi presenta gia come vincente al Congresso di Perugia e prossimo Presidente nazionale).
E’ subito iniziata una corsa al commento con quella oramai nota attitudine all’esasperazione che tanto piace ad alcuni e che normalmente è utile solo a perdere tempo rispetto alla drammaticità della nostra situazione di persone omosessuali e transessuali in un Paese come questo. Posso permettermi di trovare le lettere anonime semplicemente inattendibili e tante polemiche semplicemente risibili?E’ davvero così fragile il nostro percorso congressuale, e l’insieme stesso dei meccanismi di controllo,garanzia,regolamentazione,da pensare che l’articolo di gay.it possa incidere in qualunque modo? E poi l’articolo di gay.it che cosa dice di così drammatico al di là dell’uso di un linguaggio naturalmente giornalistico? Mi sembra che si limiti a fare una considerazione che deriva dalla mera constatazione dei risultati positivi conseguiti da ESSERE FUTURO nei congressi provinciali, senza nulla togliere nè aggiungere alla totale ed indiscutibile sovranità del nostro Congresso nazionale in cui confluiscono delegati senza vincolo di mandato.

Se poi si volesse dare un peso ed una capacità di condizionamento ad un articolo come quello di gay.it, allora bisognerebbe attribuirne anche a questa FANTOMATICA lettera pubblicata da altro sito lgbt e contenente affermazioni di stupore, sconcerto, scandalo, ovviamente inneggianti all’astensione, ma rigorosamente ANONIME. Immediatamente c’è chi ha pensato bene di tuffarsi sull’appetitoso manoscritto ANONIMO per proseguire un percorso fatto solo di insinuazioni o di affermazioni senza volto,senza firma,senza identità e senza riscontro.Ancora una volta rimango perplesso dal clamore costruito ed amplificato da alcuni che con scarso senso di responsabilità rinunciano a fare politica e preferiscono diffondere argomenti di scarsa consistenza al solo scopo di inasprire gli animi ed accrescere disagi.

Questo modo di fare prende esempio dalla peggiore politica del peggior partitismo a cui assistiamo quotidianamente: tutta costruita su meccanismi di attivazione della paura, della diffidenza e della delegittimazione dell’avversario. Complimenti a chi aderisce a sistemi simili! La politica vera è fatta di assunzioni di responsabilità; richiede coraggio e coscienza. Ho cestinato decine di lettere anonime che mi avvertivano delle cose più turpi che questo o quello intendeva muovere contro di me: semplicemente perchè trovo ridicolo e poco serio attribuire valore a chi non ha coraggio di partecipare al dibattito politico per esprimere le proprie idee quali esse siano, mettendoci faccia, firma,e responsabilità. Un presunto delegato che manda una lettera di quel genere senza firmarla, per quanto mi riguarda è un delegato che non esiste, e senza mezzi termini dico che non credo all’autenticità di quella lettera. Nessuno in Arcigay avrebbe problemi a dichiarare pubblicamente il proprio pensiero su qualcosa e non avrebbe bisogno di farlo in modi indiretti. Speculare su questo è davvero poco qualificante, così com’è inaccettabile la pletora di insulti, insinuazioni e volgarità varie che mi sono state riservate durante questa campagna congressuale, con buona pace di chi lamenta invece di avere subito operazioni di delegittimazione. Ancora una volta chi si è abituato alla politica fatta dai partiti, e dentro i partiti, introduce nell’associazione metodi, linguaggi e schemi tipici della peggiore politica partitocratica, attribuendo agli altri esattamente il senso delle sue stesse azioni. Dalle mie parti si dice: “IL LUPO DI MALA COSCIENZA, COME AGISCE PENSA”!

Paolo Patanè

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Vi chiedo ospitalità. Sono un tesserato dell’Arcigay e delegato al congresso nazionale del 12 febbraio. Vi siete sempre scagliati contro l’Arcigay ed ho letto che non è per quello che essa rappresenta istituzionalmente, ma per come si è ridotta negli ultimi anni e questo mi fa capire che siete leali con la mia associazione. Non avete mai lesinato critiche ed a volte anche forti e feroci arrivando più volte a denunciarne l’inedeguatezza fino a chiederne le dimissioni, sia del Presidente Mancuso che Marrazzo ed altri. Devo però anche darvi atto che quando si è trattato di prendere le loro difese, perchè al centro sia di diffamazioni che di attacchi gratuiti, con lealtà vi siete schierati al loro fianco per cui tra tutti i vari media Lgbtq o sedicenti tali mi sembrati oggi forse i più obiettivi, ecco quindi perchè vi ho chiedo ospitalità.

Devo fare una denuncia perchè ieri per quel che mi riguarda, credo che si sia consumata una delle peggiori pagine di storia del movimento gay del nostro paese e non solo dell’Arcigay.

Infatti prima ancora che si arrivasse al voto del prossimo Presidente Nazionale dell’Arcigay e che com’è noto verrà stabilito dal Congresso nazionale di Perugia il prossimo 12 febbraio, qualcuno ha già deciso, sparando titoli inauditi e con un articolo altrettanto inaudito, che a tutti gli effetti da ieri il nuovo Presidente è Paolo Patanè.

In pratica io, delegato al Congresso Nazionale di Perugia assieme ai miei duecento e passa colleghi, eletti in tutti i vari Congressi provinciali, siamo stati espropriati dal nostro diritto dovere votare. Ci ha già pensato Gay.it ad esprimere il nuovo Presidente Nazionale dell’Arcigay.

Ciò che è stato pubblicato è gravissimo in quanto dà una precisa indicazione di voto e peggio perchè credo che vi si possono ravvisare tutti gli elementi per quella che legalmente potrebbe essere ritenuta una sorta di ‘‘turbativa”. Trovo altrettanto grave che ne l’attuale Presidente Nazionale Aurelio Mancuso, che ha coniato la bella espressione “presidente di garanzia” non sia intervenuto proprio a garanzia della libertà di voto e quindi di scelta, come trovo altrettanto grave che non siano intervenuti Enrico Fusco e lo stesso Paolo Patanè, i contendenti di questa corsa, entrambi legali e che quindi di turbative, garanzie e leggi se ne intendono certamente più di me.

Perchè non hanno fatto sentire la loro voce? Tra l’altro Gay.it credendo di fare un buon servizio al candidato Patanè ne ha compromesso l’elezione e la sua stessa immagine di garante. Infatti il sottoscritto come molti altri colleghi delegati, ha ricevuto una delega in bianco nella scelta del prossimo Presidente Nazionale dell’Arcigay esprimendo quindi un voto aldilà della mozione sostenuta dal mio circolo di provenienza. Circolo che tra l’altro aveva riposto fiducia in Paolo Patanè. Per quel che mi riguarda non potrò che astenermi dalla scelta del Presidente per non dare seguito a quella che reputo un’indebita, inaccettabile ed offensiva pressione. E con me sò per certo che saranno in tanti a fare la stessa scelta. Mi vergogno profondamente per questa campagna presidenziale, dove sono stati utilizzati tutti i mezzucci possibili dando un cattivo spettacolo e credo che non riusciremo ad uscire dalla grave situazione in cui si dibatte l’Arcigay finchè non sconfiggeremo tutti gli interessi personali e le pressioni esterne di cui quella di ieri ne è stata l’ennesima riprova.

*****
Il Patanè ci getta un guanto di sfida quello di rivelare chi sia in pratica l’anonimo che si permesso di dissentire e non con lui e quindi con ciò che rappresenta, ma con chi l’ha preventivamente incoronato accusandolo di avergli ’scippato’ il voto di delegato al Congresso di Perugia. Si perchè è questa la sostanza. Infatti nella lettera non viene messa in discussione la figura o l’opera del Patanè ma la disinvoltura con cui qualcuno, abusivamente, lo avesse già incoronato re. Semmai al Patanè, come al Mancuso ed al Fusco anzi veniva chiesta di levare una voce alta per deligittimare e mettere a tacere mere e basse azioni propagandistiche. C’è poco da equivocare, è ridicolo evocare complotti o presunti tali quando non si è vittima di attacchi ma semmai di difese! Significa essere fuori da ogni logica e questo è sotto gli occhi di tutti.

E lei che fa? Tira in ballo una lettera che chiede conto di un operato che reputa fin troppo sopra le righe e non a lei e che anzi difende. Forse questo passaggio le è sfuggito: “(…) Tra l’altro Gay.it credendo di fare un buon servizio al candidato Patanè ne ha compromesso l’elezione e la sua stessa immagine di garante (…) anzi con ’sovrano disprezzo’ la disdegna prendendo le difese della propaganda stessa… Un’azione quella dei suoi maldestri sostenitori che a guardar bene ricorda un Emilio Fede d’annata. Se lo ricorda durante delle consultazioni elettorali come dava vincente Forza Italia con le bandierine sulla piantina dell’Italia salvo poi doversi rimangiare il tutto? Perchè scendere su questo piano? Quella lettera, caro Patanè, era un sorta di ‘avviso’, ovvero: stai attento perchè in molti non sono contenti di queste azioni e stanno cambiando opinione.

Siamo al paradosso, probabilmente preso da una crisi nervosa non se ne è neppure accorto e lo si evince dal tono con cui ha scritto questa nota e come la chiude, con un lapsus freudiano e che ben si adatta al tono che ha voluto dare a questa nota sconsiderata: “IL LUPO DI MALA COSCIENZA, COME AGISCE PENSA”!

Uno addirittura sarebbe portato a pensare leggendo le sue parole che quanto c’è scritto nella lettera da noi pubblicata a lei gliel’abbiano raccontata e non letta… e tra l’altro debbono solo aver capito che sta prendendo piede il cosidetto ‘partito dell’astensione’ che tradotto significa prendere le distanze da lei essendo il candidato unico.

E questo dovrebbe capirlo da sè che è l’effetto di una causa: la bassa e volgare propaganda. E che c’è un partito dell’astensione è cosa concreta basta saper ascoltare.

Questa lettera doveva ormai restare agli atti di questo congresso assieme a mille altri e lei oggi, 25 gennaio, dopo tre giorni dalla sua pubblicazione e a scoppio ritardato, la ritira in ballo. Un atto strumentale evidentemente… e a dirla tutta un maldestro ed inefficace atto strumentale. Ma rivolto contro chi? Contro di noi? Ancora più ridicolo e chi siamo noi? Quattro ragazzotti che non hanno certamente i numeri dei suoi siti sostenitori e che largheggiano nel farle propaganda. Ci mangiano in testa! Siamo solo degli ossi duri ma che all’occorrenza sanno essere anche leali (e questo se lo ricordi perchè all’occorrenza, e come abbiamo già fatto in altre occasioni, sapremo anche starle al fianco se sarà necessario. Ne stia certo!).

A ben guardare oggi lei scopre il suo gioco in quanto già dimostra di difendere degli interessi ‘particolari’ e che non sono quelli dell’Arcigay. Ieri come oggi gli interessi dell’Arcigay sono quelli di arrivare al suo congresso nazionale in piena serenità, concordia e democrazia e non con un re incoronato anzitempo da un sito commerciale tra l’altro! Perchè lasciarsi coinvolgere o, peggio, sentirsi in dovere di difendere quest’azione di propaganda dissennata e non prenderne semplicemente le distanze anche utilizzando un enigmatico legal-politichese com’era giusto fare? E’ forse pagare pegno? Ci perdoni Patanè ma questo punto uno poi le pensa tutte…

Lei caro Patanè nella sua “pateneide” si è incaponito sull’anonimato della lettera. Una cosa schifosa, immonda, inqualificabile, indegna… vero! Ma…

Una lettera anonima risulta essere anonima se non è firmata e quella che abbiamo ricevuto tale non è e se avessimo scritto in calce al nostro articolo la scritta “lettera firmata” come si usa fare sui grandi giornali nazionali, e ce ne sono a decine ogni giorno, probilmente non avrebbe avuto argomenti per attaccare con questa tiritera dell’anonimato perchè si sarebbe trovato con le armi spuntate.

E’ vero abbiamo sbagliato. Sbagliato nel non scrivere che la lettera era firmata, sbagliato nel non dire che la lettera non è stata inviata solo a noi ma ad altri media Lgbtq e sbagliato nel difendere la richiesta che ci era stata fatta di non apporre il nominativo di chi ha inviato un tale grido di disagio. Avremmo dovuto ‘fottercene’ come forse avrebbero fatto altri, fare il colpaccio mettendoci la firma e quindi consegnarlo alla gogna del pianeta “Frocius”? Questo intende dire ma scritto con parole semplici che tutti possono interpretare? No, guardi Patanè, non fa per noi e ci creda dalle parti della galassia del pianeta “Frocius” non c’è la parte migliore dell’universo Lgbtq del nostro paese, avrà modo di accorgersene da solo quando sarà stato spremuto oppure non sarà più utile. Non si creda più furbo di chi il furbo lo fa per professione.

Forse siamo stati superficiali perchè abbiamo dato fiato alle ‘trombe’ dell’anonimato? Quelle che lei cestina? Per quel che ci riguarda siamo sicuri di essere solo stati sinceri ed onesti. Lei dopo quello che ha scritto può dire altrettanto? Ci accusa di utilizzare ” linguaggi e schemi tipici della peggiore politica partitocratica”… forse nella foga della scrittura non se ne è accorto ma qui se c’è uno arrogante e che utilizza il vecchio lagnoso linguaggio partitocratico-politico ecc. è proprio lei che mette in discussione il dissenso e il disagio. Un presidente non dev’essere scivoloso come dell’acqua saponata ma un ‘aggregatore’ di ideali, azioni e quindi capacità trasparenti, oneste, limpide e cristalline. Ci creda Patanè, il dissenso ed il disagio sono emozioni e stati d’animo che non hanno toccato solo il delegato che lo ha voluto esprimere per iscritto ma anche di altrettante persone, froci comuni tanto per intenderci, che sui vari forum esprimono parecchie perplessità sulla sua persona, sul suo operato, sulle sue azioni ed in generale su questi preparativi al congresso. Faccia un giro appena ha tempo! Stanno saltando fuori storie e cose a parer nostro inquietanti seppure sempre relegati nell’anonimato dei forum. Lei dice che non c’è da dargli peso più di tanto e ne conveniamo ma a tutto non c’è da dar peso? E fino a quando? Fino a quando salta il coperchio?

Li metta a tacere. Il come lo scelga lei e cerchi di capire che è meglio un’anonimo che con segnale dà voce al disagio che una sfilza di nomi e cognomi che prende atto che a lei non importa nulla di questo disagio e quindi le voltano le spalle.

Caro Patanè in un primo tempo ed anche timidamente, per paura di prendere una cantonata, con il suo fido Trentini l’avevamo ritenuta inadatto, oltre che incompetente, per concorrere all’incarico di Presidente Nazionale dell’Arcigay, oggi non abbiamo esitazioni e crediamo lei sia certamente la persona meno adeguata a traghettare l’Associazione nel nuovo millennio, e con oltre dieci anni di ritardo, semplicemente perchè impreparato anche se ciò non toglie che la pensiamo persona a modo… ma questo non basta.

Lei pericolosamente è uso prendere fischi per fiaschi e questa ne è la dimostrazione. Ed ora visto che ha dato fiato alla saggezza popolare, rilanciamo con un passo del Vangelo, quello secondo Matteo: Versetto 37: “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”. E a buon intenditor…

Giorgio Masera






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