BOTTONI [1]

martedì 26 gennaio 2010

congresso Arcigay e polemiche su espropriazione voto dei delegati

La polemica di ieri innescata da una email pubblicata da Notiziegay.com nel quale un delegato al prossimo Congresso Nazionale dell’Arcigay solleva una lamentela di particolare rilievo, quella che con la sua propaganda Gay.it sta compromettendo le elezioni del prossimo Presidente Nazionale dell’Arcigay ed ‘espropriando’ in questo modo la sovranità del voto da parte degli stessi delegati.

Ad una nostra richiesta di commento a quanto pubblicato da Notiziegay.com, hanno risposto tutte e tre le persone citate nella mail, Il presidente uscente di Arcigay Aurelio Mancuso, il candidato presidente Paolo Patanè ed Enrico Fusco, ispiratore della mozione “Inarrestabile cambiamento”.

Aurelio Mancuso che ha risposto inviando la stessa dichiarazione fatta pervenire a Notiziegay.com:

“Il delegato che vi ha scritto lamenta che sta per partecipare a un Congresso dove è già tutto deciso, allo stesso tempo ricorda che le persone elette nei Congressi territoriali, non hanno vincolo di mandato. Non ho risposto, e non intendo rispondere, proprio per la funzione di “presidente garante” a strilli, titoli roboanti, interpretazioni fantasiose, pubblicazione di dati sbagliati o imprecisi”. Il Congresso sovrano, conoscerà l’esatto numero dei partecipanti ai Congressi provinciali, i voti attributi a l’una e l’altra mozione, dopo che la Commissione Verifica Poteri, acquisito il verbale del Collegio dei Garanti, si pronuncerà sulla validità del Congresso stesso. Rispetto alla supposta già avvenuta elezione di Paolo Patané a presidente nazionale, si tratta ovviamente di una, sicuramente non sollecitata, forzatura giornalistica tendente ad accreditare scontata elezione al Congresso nazionale. Il delegato fa bene a ricordare che solamente quell’assemblea, a voto segreto, determinerà come e con quali risultati finali saranno eletti il Presidente, il Segretario e il Consiglio Nazionale. Leggo sui blog, sui siti gay, persino sulla stampa nazionale, ricostruzioni di come si sono tenute assemblee congressuali, di movimenti di tutti i tipi all’interno di Arcigay, di feroci battaglie politiche e procedurali. Come sempre accade, in alcuni casi c’è del vero, in altri si tratta di libere se non interessate interpretazioni. Noto con piacere che questo Congresso nazionale appassiona molte persone dentro e fuori Arcigay, questo è anche frutto del fatto che il nostro percorso congressuale, a differenza di altre associazioni lgbt, si svolge alla luce del sole, con regole precise, con conflitti e confronti conosciuti. Su tutto questo non esprimo, vista la mia attuale posizione, alcun giudizio, ribadisco altresì che il mio compito è quello di gestire una fase delicata della vita associativa, con equilibrio, cercando sempre di portare argomenti di ragionevolezza e di spirito costruttivo. Ci sarà tempo e modo, se a qualcuno potrà interessare, per svolgere una mia valutazione politica su tutto quello che è accaduto. Per ora al delegato scrivente garantisco che le sue prerogative di partecipante a una libera assemblea congressuale saranno difese da tutte le figure preposte alla garanzia democratica”.

Paolo Patanè:
“Due sole considerazioni. L’articolo pubblicato da gay.it non aggiunge e non toglie alcunchè alla sovranità del Congresso nazionale di Arcigay ed ai diritti dei delegati : mi sembra ridicolo pensare che basti così poco per mettere in discussione addirittura la funzione stessa del Congresso ed una serie rigorosa di meccanismi che la garantiscono. E poi,a dirla tutta, ho difficoltà a prendere in considerazione che il delegato di un’associazione come Arcigay possa fare dichiarazioni di quel genere e non firmarle. I paraventi servono a chi non ha volti da mostrare”.

Enrico Fusco:
“Sono tante, troppe le polemiche che si sono innescate in questo congresso, così come tanti sono i giochi e i doppi giochi cui ho fino ad ora assistito. ‘Inarrestabile Cambiamento’, la mozione che ho contribuito a scrivere e della quale sono il primo firmatario, non ha presentato candidati proprio per cercare di limitare il clima di veleni che – da tempo – si respira in Arcigay: il regolamento lo consente e noi abbiamo voluto puntare sui contenuti, convinti che sia più importante stabilire le nuove regole del gioco, piuttosto che impegnare le energie nella sterile sfilata dei candidati a governare l’associazione.

Trovo la lettera di questo delegato condivisibile, perché sarà solo il Congresso Nazionale a eleggere il nuovo gruppo dirigente e fare pronostici prima è, non solo irrituale, ma anche irrispettoso dell’impegno delle persone che si recheranno a Perugia tra qualche settimana.

Noi vogliamo portare avanti un atteggiamento propositivo e unitario dell’associazione: ove davvero il risultato del Congresso Nazionale fosse quello pronosticato, porteremo avanti le nostre idee in modo costruttivo con lo stesso rispetto che chiediamo per tutti quei comitati che hanno fatto le loro scelte in autonomia: associazioni importanti e stimate nel loro contesto sociale e culturale e nel movimento.

Ad oggi continuiamo a ritenere Patanè e Trentini inadeguati a svolgere il ruolo per il quale si sono candidati, ruolo che comporta grandissime responsabilità. Sono stati parte della segreteria uscente, di cui hanno ideato, condiviso e approvato tutte le decisioni. Ci chiediamo se – e come, soprattutto – sarebbero capaci di interpretare il rinnovamento a cui aspiriamo.

Patanè sostiene di volere combattere i sistemi della partitocrazia: allora cominci subito, con tutti i suoi sostenitori, a mettere da parte sistemi propri dei partiti: dalla delegittimazione dell’avversario alla diffusione di voci false e tendenziose, dalla tessitura di alleanze sotterrane e all’utilizzo strumentale dei media.

Ieri ho incontrato Alessio De Giorgi, il direttore di gay.it ed ho manifestato a lui, direttamente e senza strepiti, le mie perplessità sul suo operato: quello che si definisce il più grande portale gay italiano sta giocando in prima persona la partita congressuale, utilizzando ogni mezzo utile a screditare la mozione concorrente, Inarrestabile Cambiamento e i suoi sostenitori.

Io continuo a credere nel gioco democratico e nel senso di responsabilità dei delegati al congresso; continuo a credere che l’unica possibile via di uscita e di salvezza per Arcigay sia libertà di discussione su tutti i contenuti. Servono regole nuove, condivise, certe ed efficaci, senza inciuci e compromessi. Solo così sarà possibile per Arcigay una nuova stagione.




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