BOTTONI [1]

venerdì 25 dicembre 2009

Vinicio se n'è andata

Dolce, gentile e sorridente, come sei sempre stata, almeno con me.

Mi mancheranno i tuoi coccolezzi affettuosi, da mamma, che mi hanno reso felice come una bambina, perchè nuovi per me adulta da sempre.

E mancheranno a tutti noi le tue osservazioni attente, acutissime e profondamente sagge, che con apparente leggerezza mi hai regalato, ci hai donato, con quella tua bellissima voce e i il tuo tono sempre misurato e lontano dalla teatralità, proprio quando la calma e l'obbiettività, la mia testarda pazienza, rischiavano di esser travolte dalla passione politica.

Non riesco a ricordare quando esattamente ci siamo conosciute, ma è stato tanto tempo fa, quando la lotta per la liberazione sessuale e i diritti degli omosessuali , almeno in Italia, ma non solo, era solo un'idea di poch** facinoros**, quando il termine transgender era ignoto e ancora non sapevamo nemmeno che ben prima di noi un signore di nome Ulrichs aveva parlato e scritto di "anima muliebris virili corpore inclusa" che poi significa per chi non capisce il latino "animo femminile in un corpo maschile".

Nel mondo difficile dell'Italietta provinciale in cui la riscossa del femminismo moveva i primi timidi passi assieme al nascere della rivolta omosex hai scelto per te di essere un'artista: per vivere la tua femminilità attraverso la scena, trasformando il tuo corpo in mille personaggi diversi, cantando e danzando deliziosamente ironica sulle contraddizioni di una cultura sessista e inumana che pretende di costringere i nostri corpi e le nostre anime nelle forme e nei comportamenti assurdamente immutabili della contrapposizione maschile/femminile, come cristo comanda.Sei stata una vera artista, sulla scena e sul set, regalandoci con saggezza birichina e graffiante personaggi indimenticabili, finchè il tuo corpo e il tempo te lo hanno permesso, ma senza trasferirli mai nella tua vita fuori scena, con serena riservatezza. Perchè da artista autentica che sa la differenza tra il teatro e la realtà, una volta spenti i riflettori e tolto il costume di scena, hai continuato a costruire la tua vita giorno dopo giorno coltivando con cura e determinazione affetti e passioni, ovviamente anche politiche, dalla parte del diritto di ciascuno ad essere e a vivere com'è, fuori da ruoli e schemi imposti e incompatibili con la natura.

In un mondo che ancora non vuole riconoscere alle persone come te altro diritto d'esistenza se non come giullare, hai dimostrato a tutti coloro che hanno avuto l'onore di incontrarti in qualche modo come la "donnità" sia qualcosa che non ha nulla a che fare con la sociobiologia, ma è piuttosto frutto di amore e rispetto di sé e degli altri, tutti, e a prescindere da pregiudizi.

Mi sento profondamente onorata di averti conosciuto e voglio ringraziarti per l'affetto che mi hai sempre dimostrato, anche se non ci siamo frequentate così spesso come sarebbe stato piacevole perchè troppo invischiate dalle nostre quotidianità. Ti auguro di trovare, ovunque tu sia ora, tutta la libertà che ti spetta di diritto, assieme alla bellezza, all'amore e all'allegria, assieme agli amici che ti hanno preceduto. E a rivederci, prima o poi.

Alba Montori

0 commenti:

PUBBLICITA' - GIORDANO