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martedì 15 dicembre 2009

si vota in Cile

In corsa anche nipote Pinochet.

L’omosessualità, l’aborto, la pillola del giorno dopo: sono alcuni dei temi al centro della campagna elettorale per le presidenziali di domenica in Cile, dove il ricco imprenditore Sebastian Pinera, candidato delle destre, dovrebbe imporsi con comodità, e puntare alla vittoria nel ballottaggio in programma il 17 gennaio.

Tra le diverse questioni di cui si discute in questi giorni a Santiago gli analisti hanno sottolineato proprio l’importanza delle tematiche riferite ai diritti civili.

È stato per esempio proprio il conservatore Pinera a volere uno spot elettorale dove si vede una coppia gay mano nella mano. E d’altra parte, il suo principale rivale, il candidato del centrosinistra della Concertacion, il democristiano Eduardo Frei, ha scelto da parte sua una coppia di lesbiche che si baciano. Iniziative che non sono d’altra parte piaciute alla Chiesa, molto influente in Cile.

Nei sondaggi alle spalle di Pinera e Frei, c’é il socialista Marco Enriquez-Ominami, uscito dalla Concertacion e di fatto ormai ex outsider della politica cilena, il quale si dice a favore dell’unione civile tra omosessuali. «Ma ho bisogno di tempo» per altre questioni, quali per esempio, aggiunge, il tema della paternità tra le coppie gay.

Nelle elezioni di domenica è in corsa, come candidato indipendente per la Camera dei deputati, anche un nipote di Pinochet. Una singolare sfida quella di Rodrigo Garcia Pinochet: si misurerà infatti nel rione più esclusivo di Santiago, Las Condes, dove, dal 1990, grazie alla legge imposta dal nonno, i partiti di destra si sono sempre aggiudicati i due seggi in lizza per la Camera. Rodrigo Pinochet ha raccolto per le strade del quartiere le 1.000 firme necessarie per presentare la candidatura, poiché nemmeno l’Udi, il partito dei nostalgici dell'ex dittatore, lo ha voluto. Ma per trasformarsi nel primo Pinochet democraticamente eletto dovrà superare gli altri candidati.

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