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martedì 1 dicembre 2009

giornata mondiale lotta all'a.i.d.s.

Meno casi ma più discriminazioni.

ROMA - Sul fronte della lotta all'Aids, a quasi 30 anni dalla diagnosi del primo caso di Hiv nel 1981, una buona ed una cattiva notizia: diminuiscono le infezioni - anche se i numeri sono comunque alti e gli esperti invitano a non spegnere i riflettori su quella che, avvertono, resta un'emergenza - ed aumenta la sopravvivenza, ma l'altra faccia della medaglia segnala anche una crescita dei fenomeni di discriminazione nei confronti delle persone affette da Hiv/Aids, soprattutto nei luoghi di lavoro. In occasione della Giornata mondiale per la lotta all'Aids 2009, che si celebra oggi, gli appelli si rincorrono, ma quello unanimemente condiviso è a non abbassare la guardia: oggi di Aids, ha avvertito la presidente del Network persone sieropositive (Nps) Rosaria Iardino, "si parla sempre meno, forse perché la malattia fa meno morti o è 'passata di moda', ma l'emergenza non è finita e le nuove infezioni, sia pure di meno, restano costanti".

E proprio per mantenere l'attenzione alta sul problema, per la prima volta la manifestazione per la Giornata mondiale contro l'Aids si è celebrata quest'anno in Italia in un luogo istituzionale: Palazzo Montecitorio, alla presenza di vari parlamentari che, trasversalmente, hanno sottoscritto un documento con cinque proposte per una "nuova stagione" di lotta, a partire dal contrasto allo stigma. E la lotta allo stigma deve partire, affermano malati e associazioni, innanzitutto dai posti di lavoro: emblematico, ha detto Iardino, il caso del bando 2009-2010 della Marina militare che esclude dal concorso i candidati sieropositivi. Intanto, La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato oggi l'Italia a pagare 156mila euro per danni morali a sette cittadini italiani che in seguito a una trasfusione di sangue sono stati infettati, così come lo sono stati i loro familiari, dal virus dell'Hiv o dell'epatite C.

- MENO INFEZIONI, PIU' COLPITE DONNE: In un anno quasi 90 mila nuove infezioni in Europa e 2,7 milioni nel mondo, mentre in Italia le persone affette da Aids sono circa 170.000 (e circa 4.000 l'anno le nuove infezioni). L'Aids si conferma una malattia a grande impatto sociale anche se inizia ad evidenziarsi un progressivo calo del trend di infezione e diminuisce la letalità. Dal 2000 ad oggi sono diminuite del 17% le infezioni da Hiv. Ma il nuovo 'volto' dell'Aids, anche in Italia, segnala sempre più contagi tra le donne, gli eterosessuali e gli stranieri. Oggi, ha rilevato il direttore dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di Sanità (Iss), Gianni Rezza, di Aids "si muore meno, grazie alle nuove terapie, ma il serbatoio di infezione resta ed i nuovi casi, sia pur diminuiti, rimangono troppi".

- FINI, PIU' PREVENZIONE E RICERCA: E' "necessario rinnovare l'impegno nella lotta contro l'Aids, operando attraverso la promozione di idonee campagne di prevenzione e il lungimirante sostegno alla ricerca scientifica", ha sottolineato in un messaggio il presidente della Camera Gianfranco Fini. E proprio nella ricerca, ha ricordato il presidente Iss Enrico Garaci, si sono fatti passi avanti, mentre un'altra strada sulla quale si sta procedendo è la messa a punto di un vaccino anti-Aids: "Per quello studiato dall'Iss - ha annunciato Garaci - sta per terminare la fase II di sperimentazione clinica".

- 7 CITTADINI INFETTATI,CORTE STRASBURGO CONDANNA ITALIA: La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato oggi l'Italia a pagare 156mila euro per danni morali a sette cittadini italiani che in seguito a una trasfusione di sangue sono stati infettati dal virus dell'Hiv o dell'epatite C. La Corte ha stabilito che le autorità italiane hanno violato il diritto alla vita dei ricorrenti e il diritto a non essere discriminati.

- CRESCONO DISCRIMINAZIONI, LUOGHI LAVORO IN TESTA: Aumentano le segnalazioni di discriminazioni nei confronti di persone Hiv-positive nei luoghi di lavoro. Sono oltre 200 dal 2006 quelle giunte al servizio legale Nps. "Il 30% di queste sono giunte in tribunale, ma - ha affermato il responsabile del servizio Matteo Schwarz - rappresentano solo la punta dell'iceberg ed in tantissimi hanno paura di denunciare". Inoltre, è la denuncia della Cgil, la legislazione in materia di Aids e contro le discriminazioni resta ambigua ed "é necessario rimettervi mano".

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