BOTTONI [1]

sabato 14 febbraio 2009

lettera di una donna omosessuale

Mi chiamo Maria Grazia, sono una donna omosessuale del paese tanto conosciuto in Italia per aver dato i natali al cantante Albano Carrisi, Cellino San Marco.

Sono cresciuta e vivo qui, in questa terra, che Albano ha spesso voluto celebrare nelle sue canzoni.Ricordo che quand’ero piccola a Cellino, nell’unico cinema del paese, ci fu la proiezione di un suo film, e lui era lì. Mio padre che lo conosceva e che era stato suo compagno di classe alle scuole elementari, lo avvicinò e gli disse: guarda Albano, lei è una tua ammiratrice. Lui mi strinse in un abbraccio affettuoso il cui ricordo mi emoziona ancora oggi. Albano è stato sempre molto seguito a Cellino, per molti cellinesi rappresenta il riscatto di chi partendo da una condizione molto umile, con tante difficoltà, con i soli propri mezzi e le proprie capacità può arrivare ad ottenere il successo ed una buona condizione economica. Inoltre Albano nella sua carriera ha cercato di farsi portavoce di quella saggezza contadina, tipicamente salentina, e di quei valori solidi come la famiglia, gli affetti, l’amicizia, il rispetto per la terra, l’amore per le proprie origini e per il proprio lavoro.

Un buon modello da imitare, dunque. Per questo mi dispiace molto apprendere dai giornali quello che ha voluto dichiarare in un intervista a proposito dell’omosessualità. Si è lasciato andare a commenti a dir poco offensivi, definendo la condizione gay una sorta di malattia dalla quale si può guarire con un po’ di buona volontà. Ha addirittura affermato che si vergognerebbe se avesse un figlio gay e che per fortuna, questa “disgrazia” non lo ha colpito.

In questa parte bassa geograficamente d’Italia, la vita non è quella che un gay potrebbe avere a Milano o a Bologna. Qui le persone riscontrano molta difficoltà nel vivere apertamente la loro condizione poiché la gente è ancora legata ad un certo pensiero della mascolinità e della femminilità. Inutile dire che un ragazzo gay incontra mille ostacoli sin da quando è adolescente perché deve fare i conti con i suoi coetanei e poi con i suoi genitori, per questo molti dei miei amici vivono nascondendosi. Sarebbe stato molto positivo se un personaggio noto come lui avesse risposto diversamente a quella domanda. Non è certo un bel esempio di genitore un uomo che si vergogna di avere un figlio gay e non è d’aiuto a quelle famiglie che come la mia hanno un parente omosessuale.

Ora è evidente che Albano ignora tutta la letteratura scientifica riguardante l’omosessualità la quale non è affatto una malattia, ma una variante naturale dell’affettività e sessualità umana. Da sua ammiratrice sono rimasta molto delusa. Delusa per questa superficialità dimostrata e questo sommario giudizio espresso. Da lui mi sarei aspettata un commento diverso, magari non propriamente da esperto della problematica, o almeno un non-giudizio, ecco. Come fanno i contadini saggi quando li chiami a risponderti di certi argomenti che non conoscono e ti dicono semplicemente di non saperne nulla.

Nell’intervista ha tirato in ballo i valori del cattolicesimo quando tutti ormai sappiamo quali trattamenti la chiesa cattolica riservi alle persone divorziate e addirittura conviventi con compagni diversi dal primo coniuge. E mi risulta che lui abbia avuto una compagna che non ha sposato civilmente dalla quale ha avuto pure due figli.

Non mi piace scendere nel personale degli individui, ma nei casi come questo, in cui vedo una persona ergersi a paladino della fede in un Dio poco misericordioso e discriminante, allora cerco di mettere in evidenza i contrasti e le incoerenze di certo pensiero con l’esperienza che un essere umano può realizzare nella propria vita.

Mi è venuto da pensare che Albano in realtà cerchi solo di interpretarla certa saggezza, ma come in una esibizione canora a volte l’interpretazione riesce, e a volte no.

Così spero proprio che questo brutto incidente accorsogli serva a fargli eseguire meglio la canzone che si appresta a cantare a Sanremo, che porta il titolo “l’amore è sempre amore” perché un’interpretazione è tanto più riuscita quando si è davvero convinti di ciò che si sta cantando.E’ crollato un po’ il mio mito di una persona genuina, schietta e sincera, con grandi valori che vanno oltre le apparenze e gli schemi che la società ipocritamente e negligentemente ci impone.

Maria Grazia M.

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